ASPROMONTE, SCONTRO DI

**ASPROMONTE, SCONTRO di.** - L'atteggiamento tortuoso del gabinetto Rattazzi, che pareva promettere, se non appoggio, neutralità benevola; l'illusione che la Francia si sarebbe limitata a proteste formali; la speranza di poter risolvere, come nel 1860, in una atmosfera di passione travolgente anche la questione romana, indusso a Garibaldi, pur sconsigliato da molti dei suoi amici più autorevoli, a raccogliere attorno a sé, al grido di «Roma o morte», alcune migliaia di volontari (luglio 1862). Incerte ed inerti le autorità locali (anche il proclama del re del 3 ag. non fu inteso se non come un espediente politico), infiammati dalle invocazioni di Garibaldi e dalle sue apostrofi contro Napoleone III, i volontari mossero da Catania verso lo stretto, mentre tardi, di fronte alle proteste e alle minacce francesi, il governo italiano proclamava lo stato d'assedio e affidava al Cialdini l'azione militare. Sbarcato in Calabria, Garibaldi fu accerchiato sul massiccio dell'A., ove il 29 ag. ebbe luogo un breve sanguinoso scontro. Garibaldi, colpito gravemente ad un piede, fu arrestato e tradotto al Varignano, donde uscì per l'amnistia dell'ott. Il Rattazzi, considerato il maggior responsabile della situazione, dovette dimettersi il 10 dic.

BIBL.: F. Guardione, A., 2a ed., Palermo 1923; A. Lucio, A. e Mentana, Firenze 1935. Alberto Maria Ghisalberti