ATELA. - Antica sede vescovile nella Campania, tra Napoli e Capua, le cui rovine emergono nel territorio compreso tra i borghi S. Arpino, Grupo e Pomigliano d'A. Alcune monete di bronzo, posteriori al 250 a. C., e dei vasi dipinti documentavano la civiltà sannitica di A. che, assoggettata dai Romani, si ribellò dopo la battaglia di Canne, ma ne fu punita con lo sterminio e l'annullamento politico e territoriale. Nel 63 a. C. compare nuovamente tra le città più importanti della Campania. A. ha dato il nome a degli spettacoli d'importanza o almeno d'influsso greco attraverso gli osci, ai primordi del teatro latino: «Fabulae attellana».
La prima testimonianza di data certa che si riferisce alla sede vescovile di A. è fornita da S. Gregorio Magno che, in due lettere del 592 (Registr., II, ep. 16) e del 599 (Registr., IX, ep. 142), nomina un certo Importuno vescovo «Attellana civitatis»; ma le origini sono indubbiamente più remote, se nel Martyrolegium Hieronymianum, al 25 maggio, è registrata in A. la deposizione di un martire Canione. Una Passio s. Canionis (BHL, 1541) c'informa sulla qualità di vescovo e sul martirio sostenuto in A. da Canione, come pure riferisce che un vescovo di A., di nome Elpidio, avrebbe costruito una basilica sopra il sepolcro del martire. Elpidio da un'altra Passio (BHL, 2520 b) viene detto contemporaneo di papa Siricio (384-99) e dell'imperatore Arcadio (395-408). La cattedrale di A. nel sec. IX era dedicata a un s. Elpidio che non deve essere diverso dal vescovo sopra ricordato. Durante l'invasione longobarda la sede vescovile di A. decade; l'ultimo vescovo che conosciamo è Eusebio che sottoscrisse gli atti del Concilio lateranense celebrato sotto Martino I nel 649 (Mansi, X, p. 867). Nel 1049 il papa Leone IX ripristinò il vescovato di A. con Aversa (v.), di recente costruita dal principe normanno Roberto il Guiscardo.