Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Agiografia Santi

AURELIO, SANTO

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AURELIO, santo. - Vescovo di Cartagine e primate della Chiesa africana dal 392 al 429 ca. Ancora diacono mostro grande carità verso i poveri e zelo per la purezza del culto, come ci riferisce s. Agostino, che gli fu intimo amico (De Civitate Dei, XXII, 8; Epist. 22, 4: PL 33, 92). Più che uomo di pensiero, fu pastore zelante, uomo di azione ferma e prudente. S. Agostino ci fa ancora sapere che A. fu il primo a far cessare a Cartagine le scandalose manifestazioni di gioia popolare che erano in uso nelle feste dei martiri (Sermo 111, 5: PL 38, 1415). Fu durante il suo episcopato che venne distrutto il tempio della dea Celeste (421), il cui antico culto era tanto caro al popolo cartaginese. Volle che anche i preti predicassero nella chiesa episcopale, pure in sua presenza; della qual cosa, allora quasi nuova, s. Agostino lo lodò (Epist. 41, 1: PL 33, 158) e lo difese pure contro un certo Ilaro, che rimproverava A. per aver introdotto l'usanza di cantare salmi durante la Messa (Retractationes, II, 11: PL 32, 634). Fu dietro richiesta di A. che s. Agostino compose l'opera De opere monachorum, contro l'ozio di certi monaci (Retract., II, 21: PL 32, 638 sgg.).

Lungo i quasi quarant'anni del suo episcopato tenne più di venti sinodi. Il primo a Ippona, nel 393, nel quale furono prese importanti misure disciplinari (Mansi, III, 894; Hefele-Leclercq, II, pp. 84-90); gli altri quasi sempre a Cartagine. Tra questi sono da ricordare quello del giugno 411, in cui fu organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici ed i donatisti, sostenuto nella prima seduta da A. (le sue battute sono riportate in PL 11, 1231-37, 1257-1353) e nelle seguenti da s. Agostino e Possidio; e quello di Cartagine del 418 contro Pelagio e Celestio.

Dagli atti di questi sinodi e da altre testimonianze si deduce che A. godeva grandissima venerazione e stima da parte dei vescovi africani, che lo chiamavano « sanctus senex », « sanctus papa Aurelius »; eguale stima gli dimostrarono papa Innocenzo I (PL 20, 517) e s. Giovanni Crisostomo (PG 52, 700). Ci rimangono di lui: una lettera ad omnes episcopos per Byzacenam et Arzuginam provinciam constitutos, per trasmettere loro una costituzione imperiale contro l'errore pelagiano (PL 20, 1009 sgg.), e le brevi allocuzioni tenute nei vari sinodi (Mansi, III, coll. 699-843). Il calendario di Cartagine del principio del sec. VI ne ricorda la deposizione al 20 luglio, donde passò nel Martir. geronimiano.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Martyr. Hieronymianum, pp. 387, 389; Acta SS. Octobre, XI, Bruxelles 1864, pp. 852-60; A. Audollent, s. v. in DHG, V, coll. 726-38, con bibliografia recente; G. de Plinval, in Storia della Chiesa, dir. da A. Fliche e V. Martin, trad. it. A. P. Frutaz, IV, Torino 1941, p. 94 sgg.

Gaetano Corti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), col. 409.

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Corti, Gaetano. “Aurelio, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, col. 409. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/aurelio-santo.

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Corti, Gaetano. “Aurelio, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, col. 409. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/aurelio-santo.

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