AURISPA, GIOVANNI

AURISPA, GIOVANNI. - Umanista, n. forse a Noto, in Sicilia, probabilmente nel 1369, m. in Ferrara nel 1459. Studiò a Napoli, dov'era al tempo di Ladislao di Angio Durazzo, la prima decade del Quattrocento. Subito dopo compì viaggi in Oriente. Di ritorno in Italia, tenne scuola a Savona sino al 1419. Quindi fu alla corte del nuovo papa Martino V, che lasciò per compiere una missione a Costantinopoli per Gian Francesco Gonzaga. Andò poi lettore a Bologna (1424) e passò di là a Firenze (1425). Ma l'infuriare della guerra lo trasse presto (1427) a Ferrara, in più sicuro porto: istitutore del figlio del marchese estense, ebbe da questo missioni a Roma (1433) e al Concilio di Basilea (1433). Da allora alla chiusura del Concilio a Firenze nel 1443, pur restando legato agli Estensi, fu segretario della Curia pontificia. Gli ultimi anni della vita furono spesi operosamente al servizio della Curia e dei marchesi, alla cui corte doveva morire.

Non grande come maestro, contemporaneo a Vittorino e a Guarino Veronese, mediocre come poeta, discreto traduttore dal greco, tuttavia fu un attivissimo e fortunato ricercatore di codici. In Germania scoperse i Panegirici e il Commento a Terenzio del grammatico Donato, e dai viaggi in Oriente riportò preziosi codici greci (tra cui l'Antologia Palatina; i due volumi dell'Iliade, deposti poi alla Marciana; Eschilo, Sofocle e Apollonio Rodio, poi alla Laurenziana; gl'Inni Omerici; i Moralia di Plutarco; Platone, Pindaro, Empedocle).

BIBL.: G. A. Cesareo, Un bibliofilo del Quattrocento, in Natura ed arte, I (1892), pp. 958-64; A. Voigt, Die Wiederbelebung d. klassischen Alterthums, Berlino 1893; R. Sabbadini, Carteggio di G. A. Roma 1931.