« AVE REGINA CAELORUM ». - È la seconda delle quattro grandi Antifone Mariane, e si recita, dopo l'ufficialità, dal 3 febbr. al Giovedì Santo. Non se ne conosce l'autore, ma non è posteriore al sec. XII, poiché si trova già in codici del tempo. Caratteristica di questo periodo infatti è la struttura metrica (ritmo aritmico medievale): gli ottonari, liberi dalle regole di quantità ed anche, il primo e il settimo, dalle norme di accento, formano due strofe a rima baciata (a, a; b, b). Le due quartine, agili e festose, celebrano la celeste regalità di Maria e la sua incomparabile bellezza interiore, mentre richiamano la parte che la Vergine ebbe nell'umana Redenzione.
Entrata nella liturgia fin dal sec. XIII, col primo suo versetto ha fornito l'inizio ad altri inni medievali (cf. U. Chevalier, Repert. Hymnol., Parigi 1893; le raccolte del Mone e del Dreves). Clemente VI, che nel 1350 introdusse le quattro Antifone Mariane nell'ufficio in uso del clero romano, l'assegnò al tempo dopo Pentecoste (dalla Trinità all'Avvento); per il periodo dalla Purificazione alla Pasqua era riservata la Salve Regina. Il loro posto però venne mutato, nel 1568, dalla riforma di Pio V, che vige tuttora.