AZARIA

AZARIA (Ozia): V. OZIA.

AZARIA (cbr. 'Azarjāh[d]') = Jahweh soccorre »).
- Nome di molti personaggi biblici (da 25 a 30) di cui i più importanti sono:

1) A., ALCHIMIA (v.), era ministro di Salomone, e fu probabilmente il successore immediato del suo avo Sado nel pontificato (I Reg. 4, 2; I Par. 6,9-10 [testo masor. 5,35 sg.]; il vers. 10bc è spostato, e deve riferirsi al primo A.), che Achimaa sembra non aver esercitato. Un altro A. (figlio di Johanan), suo discendente, fu padre di Amaria (ibid. 6, 10-11) sommo sacerdote sotto il re Josafat (II Par. 19, 11); sembra esserci stato sommo sacerdote sotto il re Asa. Un terzo A. fu sommo sacerdote sotto Ozia, cui impedì energicamente di offrire l'incenso nel santuario (ibid. 26, 16-20), e un quarto sotto Ezechia (ibid. 31, 10-13).

2) Profeta, figlio di 'Odéd, che al re di Giuda Asa, dopo la sua vittoria su Zara (Zerah) l'Etiope, minacciò gravi castighi e promise largo premio, secondo che avrebbe infranto o mantenuto l'alleanza teocratica (II Par. 15, 1-8); il discorso del profeta A. svolge questo tema nello spirito di Iudic. 2, 11-23, e di Neh. 9,5-37.

3) A., uno dei tre compagni di Daniele, con lui deportati a Babel ed ivi educati a corte (v. ANANIA, 3) ove ricevette il nome babilonese Abed-Nebo (Volgata: Abdenago, v.).

La bellissima preghiera di A. (Dan. 3, 25-45) è un passo deuterocanonico, mancante nel testo ebraico attuale; nei Settanta e Volgata è anteposta al Cantico dei tre fanciulli. In nome di tutto il suo popolo, A. confessa umilmente che il severo giudizio di Dio verso Israele è dovuto ai peccati commessi (vv. 25-33), ricorda le promesse divine ad Abramo contrastanti con le sofferenze presenti (vv. 34-40), implora la misericordia e l'aiuto divino perché risplenda la gloria di Jahweh nella restaurazione d'Israele e siamo umiliati i suoi oppressori (vv. 41-43). Vari passi di questa sublime preghiera sono entrati nel Messale e nel Breviario romano; i vv. 39-40, in particolare, fanno parte di due fra le più suggestive invocazioni dell'Ordinarium Missae (G. E. Closen, Dalla preghiera di A. [Dan. 3, 39-40], in Incontro con il Libro sacro, trad. it., Brescia 1943, pp. 1-4-52).

4) Nome assunto dall'arcangelo Raffaele (Tob. 5, 18; 6, 7; 9, 1) fin da quando si offrì a Tobia per condurre suo figlio a Rages (v. ANANIA, 2). Questo nome, col suo significato etimologico, esprime l'« aiuto di Dio », impersonantesi nell'angelo inviato al pio esule.

5) Due dei cinque capi-centuria della guardia reale, che, diretti dal sommo sacerdote Jojada, Atalia (v.), uccidendola fuori del recinto del Tempio e proclamando re di Giuda il fanciullo Joas (II Par. 23, 1-21; cf. II Reg. 10, 4-12).

6) Figlio d'Osaia: era uno dei capi militari di Giuda, venuti a Masa presso Godolia (Ier. 40, 7-14). Dopo il crollo di Gerusalemme (586 a. C.), accusava Geremia d'ingannare il popolo dissuadendolo dall'emigrare in Egitto; fu tra quelli che trascinarono in Egitto il profeta stesso con il suo segretario Baruch (Ier. 43, 2-6). Si identificò con «Jezonia» di Ier. 42, 1 (e, pare, di 40,8).

7) Capo militare che, con Giuseppe, figlio di Zaccaria, fu preposto alla custodia di Gerusalemme da Giuda Macabeo. Trasgredendo il divieto di attaccare il nemico, volle loro conquistare Jamnia; ma Gorgia, in una sortita, li sconfisse, uccidendo ca. 2 mila uomini (I Mach. 5, 18-19, 56-62): tragica conseguenza della loro disubbidienza e presunzione (ibid. 5, 61-62).

8) Per il re di Giuda, figlio di Amasia, V. OZIA.

BIBL.: E. Lévesque, in DB. I, 1298-1302; N. J. D. White, in Hastings, Dict. of the Bible, I, pp. 206-207.

Antonino Romeo