BACCIO (BACCIO SINIBALDI) da MONTELUPO. - Scultore e architetto, n. a Montelupo nel 1469, m. a Lucca nel 1535. Fra le sue opere sono quattro statue in terracotta per una Pietà in S. Domenico a Bologna (1495) ispirate ad una via sensibilità pittorica che discende dal Verrocchio e da Leonardo; la levità dei panni, la morbida flessione del gesto, il trapassar sottile dei piani, attraverso i quali si esplica l'intendimento pittorico, sono equilibrati nel misurato contrapporsi delle luci e delle ombre.
Esegui molti crocifissi (Firenze, S. Marco; Arezzo, SS. Flora e Lucilla, ecc.), ma fra tutti quello di S. Lorenzo in Firenze ha particolare morbidezza di modellato. Più saldo il pensoso S. Giovanni Evangelista in bronzo del 1515 (Firenze, Orsanmichele) dove l'equilibrio chiaroscurale e quello dell'atteggiamento si fanno più studiati. Nel periodo tardo della sua attività, che si svolse a Lucca, la Madonna nella chiesa di S. Martino (resto del monumento Gigli), mostra nell'ingrandimento delle forme e nel continuo frangersi dei drappi uno spezzarsi dell'equilibrio iniziale, onde l'opera è svuotata del suo contenuto lirico.
Verso il termine della sua vita si dedicò all'architettura e la sua opera più importante è la chiesa di S. Paolino a Lucca, con una disarmonica facciata a tre ordini, eccessivamente sviluppata in altezza ed un interno a navata unica con transetto, nel quale l'ordine architettonico è

Baccio d'Agnolo - Campanile della chiesa di S. Spirito. Firenze.
BACCIO d'AGNOLO - Campanile della chiesa di S. Spirito. Firenze.
sommato da un attico che conferisce all'insieme una verticalità sproporzionata. - Vedi Tav. XL.
Bnl.: A. Vasari, Le Vite, ed. Milanesi, IV, Firenze 1881, pp. 539-62; M. Polverosi, Uno scultore del sec. XVI: B. S. da M. ivi 1890; F. Filippini, B. da M. a Bologna, in Dedalo, 3 (1927-28), pp. 528-41; A. Venturi, Storia dell'Arte ital., X, I, Milano 1935, pp. 87-92; XI, I, ivi 1938, pp. 946-50.