BACCIO d'AGNOLO. - N. a Firenze il 19 maggio 1462, m. ivi il 6 maggio 1547. Fu in gioventù intagliatore in legno ed esegui gli stalli del coro in S. Maria Novella; in età matura si dedicò anche all'architettura, ricercando, sulle orme del Cronaca, una severa massività che spesso male si accorda con gli spunti brunelleschiani cui contemporaneamente fa capo il suo stile.
Architettò vari edifici civili a Firenze, fra i quali il palazzo di Agostino della Seta (Serristori) dai caratteristici sporti laterali, ben congegnato nei rapporti di massa; quello Bartolini-Salimbeni (1520), quello Antinori, ecc. Oltre ai lavori di adattamento in Palazzo Vecchio, fra il 1506 ed il 1515 costruì un tratto di ballatoio all'imposta della cupola di S. Maria del Fiore, opera aspramente criticata da Michelangelo. Nel 1506 innalzò il campanile di S. Spirito, con ampie aperture d'ispirazione brunelleschiana e bizzarro coronamento, e quello di S. Miniato al Monte (1527). La più tarda chiesa di S. Giuseppe in via dei Malcontenti è invece un organismo severo e saldo, privo di quelle estro-sità da intagliatore delle quali altre volte B. dà prova: non è originale lo schema a navata unica con cappelle laterali, perché già usato da Antonio da Sangallo il Vecchio. I figli Giuliano (1491-1555) e Filippo (m. nel 1569), pur essi architetti, sono noti rispettivamente per la canonica di S. Martino a Montughi e per il palazzo Boutourlin a Firenze.
Bnl.: G. Vasari, Le Vite, ed. Milanesi, IV, Firenze 1881, pp. 349-65; A. Venturi, Storia dell'arte ital. VIII, 1, Milano 1923, pp. 475-83; XI, I, II, ivi 1939, pp. 552-56.