BACILE. - I. NELLA LITURGIA. - Grande piatto,
per lo più in metallo, che serve per le varie abluzioni
in uso nella liturgia. Specialmente nei primi secoli,
quando i fedeli offrivano il pane ed il vino per il
sacrificio, erano necessari recipienti per permettere
al celebrante di purificarsi prima di iniziare l'azione
sacra. Quando la Chiesa pensò essa stessa alle oblate,
le abluzioni diminuirono e furono conservate solo per
il loro valore simbolico; la grandezza quindi dei vasi
destinati a queste abluzioni diminui. Oggi oltre a b.
abbastanza capaci per contenere l'acqua santa, o per
lavarsi le mani nelle sacrestie, ve ne sono altri di
diversa grandezza per gli usi liturgici. I vescovi usano
un b. con una brocca di argento e di metallo; anche
altri prelati hanno tale privilegio. B. di più piccole
dimensioni servono per contenere oggetti che de-
vono essere benedetti nelle varie funzioni, come il
sale, la cenere, gli anelli, medaglie ecc. od anche per
portare alcuni paramenti sacri all'altare nelle Messe
pontificali.
II. NELL'ARTE SACRA
Le fonti medievali, fin dagli
Statuta antiqua del 500 ca., ricordano spesso il b. litur-
gico (bacimum, aquamanile, pelvis, concha, patena, discus,
manipulus, lanx, fons) che si si differenzia dagli altri
se non per la decorazione in cui intervengono motivi
cristiani, come nei piatti orientali dei secc. VI-VII su
cui è rappresentata la comunione degli Apostoli (ad
es., quelli provenienti da Riha della Collezione di
Dumbarton Oaks e da Stuma del museo di Costan-
tinopoli) o gli angeli davanti alla croce (Leningrado,
Ermitage; Londra, museo Britannico, e Nuova York,
Metropolitan Museum, provenienti da Cipro). Altri
piatti d'argento sono più semplici nella decorazione,
come, ad es., gli esemplari provenienti da Ostia (sec. IV,
Vaticano, Museo Sacro), da Canoscio (Perugia, So-
printendenza), da Poltava (Leningrado, Ermitage)
da Lampsaco e da Sutton Koo (Londra, museo Bri-
tannico), da Hamah (Baltimora, Walters Art Gallery).
I piatti del tesoro di Nagy Szent Miklos con iscrizioni
bulgariche del sec. IX (Budapest, museo Nazionale)
servono piuttosto per uso profano. Un gran numero
di b. di bronzo, corrispondenti nella forma e nella
decorazione a tipi copti, fu trovato anche nelle tombe
barbariche dei secc. VI e VII.
Numerosi e di varia forma sono i b. dell'alto medioevo;
in molti tesori si conservano b. di ottone con rappresenta-
zioni allegoriche, forse lavorati nella Germania settentrionale
(ad es., alcuni di quelli del museo di Padova), che servivano,
oltre che per il « lavabo », forse anche per il Battesimo. Dal
sec. XIV fino al Rinascimento le scuole delle Fiandre, della
Renania e, dal sec. XV, di Norimberga lavorarono b. spesso
con scene battute in ottone (Beckenschlägerei) destinati
ad essere esportati, specialmente in Spagna e nell'Italia settentrionale. Più preziosi sono i b. di rame amaltato della scuola di Limoges del secc. XIII e XIV che si trovano spesso in doppio con decorazione identica (Vaticano, Museo Sacro; Parigi, museo Cluny; raccolte di Dresda, Baltimora, Londra, ecc.).
Nel Rinascimento il b. liturgico serve specialmente nella Messa pontificale; diventa più largo, molto pesante e decorato spesso a cesello o a sbalzo. Quasi tutti i grandi «tesori» conservano ricchi esemplari di b. lavorati insieme con la brocca (Vaticano, cappella Sistina; Siena, duomo, ecc.). Il neoclassicismo cambia anche il gusto per la forma del b., che diventa più semplice ed è quasi sempre accoppiato con la brocca (Vaticano, Museo Sacro).
Bibliografia4 opere
Guglielmo Federico Volbach