BACICCIA (GAULLI, GIOVAN BATTISTA), DETTO IL

BACICCIA (GAULLI, GIOVAN BATTISTA), detto il. - Pittore, n. a Genova l'8 maggio 1639, si recò a Roma nel 1657 rimanendovi poi fino alla morte (2 apr. 1709), eccettuato un breve soggiorno a Modena (1669) e a Genova: nel 1674 fu eletto principe della Accademia di S. Luca.

Nell'ambiente artistico romano, ove beneficiò dell'amicizia e dell'appoggio del Bernini, il B. ebbe dapprima fama come ritrattista, ed eseguì innumerevoli ritratti di papi e di cardinali, dal tempo del pontificato di Alessandro VII a quello di Clemente XI: in essi, l'aulica impostazione vandickiana si avviva di una intensa ricchezza coloristica e di una mobilità espressiva, raggiunta a contatto con l'arte berniniana (ritratti di Clemente IX, galleria di S. Luca e collezione Rospigliosi a Roma; ritratto del card. Leopoldo dei Medici, agli Uffizi). La complessa formazione figurativa del pittore, avvenuta a Genova presso il Borzone e a contatto con la feconda bottega dei De Wael, si riflette nelle prime opere romane (pala con la Madonna, il Bambino e santi, in S. Rocco, 1660-65; Pietà, collezione Incisa, 1667; Assunta, già proprietà Chigi a Castelfusano, 1667) denunciando, accanto ai modi fiamminghi del Rubens e del Van Dyck e ad un correggismo spesso mediato attraverso i lombardi, lo studio delle pale monumentali dei Carracci e del Reni. L'intimo dissidio pittorico inerente al commosso colorismo del B. nei confronti di una conclusa forma disegnativa, si compone per l'incontro romano con la scultura del Bernini, della quale il B. comprese l'essenziale significato di colore, che permetteva una soluzione nuova del problema massa-movimento: ne

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BACICCIA - Testa d'angelo. Particolare dell'affresco con l'Adorazione del Nome di Gesù - Roma, soffitto della chiesa del Gesù.
(fot. Geb. Fot. Naz.)
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BACICCIA - La Vergine che presenta il Bambino a s. Anna. Quadro a olio su probabile disegno di G. L. Bernini. Roma, chiesa di S. Francesco a Ripa.
consegue una più libera visione cromatica della forma,
intesa però sempre con plastica saldezza, onde per-
mettere il ritmico fluire del contorno per un effetto
di musicale armonia.

Le 4 Allegorie delle Virtù nei peducci di S. Agnese
a piazza Navona (1668-71) rappresentano la prima completa
affermazione dello stile del pittore: seguono la decora-
zione del soffitto di S. Marta (1672; i due tondi laterali
debbono l'esecuzione ad altra mano) e quella grandiosa
del Gesù (1672-83: comprende gli affreschi della volta,
della cupola, dei peducci, del catino absidale e della volta
della cappella di S. Ignazio) commessa al B. dal generale
dell'Ordine p. Oliva. Nell'affresco del voltone, con il
Trionfo del Nome di Cristo, il B. si giova della propria abi-
lità nello scorcio e della magnifica materia del suo colore
per realizzare la più audace concezione di masse in movi-
mento, travolgendo ogni termine architettonico in modo
analogo a quanto aveva raggiunto il Bernini nella Cattedra
di S. Pietro: la tradizione decorativa riassunta dallo stesso
Pietro da Cortona, veniva così rinnovata a fondo, aprendo
la via a successivi sviluppi.

Al medesimo periodo delle opere nel Gesù apparten-
gono alcune delle tele più nobili del B. (S. Giovanni Bat-
tista nel deserto, in S. Niccolò da Tolentino; S. Ludovico
Bertrando, in S. Maria della Minerva; Morte di s. Fran-
cesco Saverio, in S. Agostino ad Ascoli Piceno; Natività, nel
Carmine a Fermo; Cristo e la Samaritana, galleria Spada);
mentre nella più tarda attività, i valori meramente deco-
rativi finiscono talvolta per prevalere accentuando gli ef-
letti teatrali (Nascita del Battista, a S. Maria in Campitelli;
S. Niccolò da Bari, in S. Maria Maddalena, 1697-98),
smorzando la vitalità stessa del colore per ricondurne le

possibilità entro i termini di una consueta maniera. Nella
decorazione del soffitto dei SS. Apostoli (1707) col Trionfo
dell'Ordine francescano, il B. rivela una larvata adesione agli
schemi e ai modi propri dell'imminente Settecento, con-
trari al suo stile migliore. - Vedi Tav. XLI.

BIBL.: M. Perotti, L'opera di G. B. G. in Roma, in Arte, 19 (1916), fasc. III e IV, pp. 207-33; V. Golzio, Pittori e scultori nella chiesa di S. Agnese, in Archivi d'Italia, 2ª serie, 1 (1933-34), pp. 302-303; P. Tacchi-Venturi, Le convenzioni tra G. B. G. e il generale dei Gesuiti... per le pitture della cupola e della volta del tempio Farnesiano, in Roma, 13 (1935), n. 4, pp. 147-56; V. Golzio, Doc. artistici sul '600 nell'Arch. Chigi, Città del Vati- cano 1939, passim: G. Incisa della Rocchetta, Un nuovo quadro del B., in L'Urbe, 5 (1940), n. 5, pp. 3-7; G. Boccolini, La rac- colta di L. Poscoli..., in Riv. dell'Ist. di Arch. e Stor. dell'Arte, 8 (1941), fasc. 2ª e 3ª, pp. 137-42; M. Mascotta, I ritratti del B., in Primato, 2 (1941), n. 20; M. V. Brugnoli, Draghi del B., in Arti figurative, 1 (1945), pp. 49-54; E. Feinblatt, Jesuit Ceiling Decoration, in The Art Quarterly, 4 (1947), pp. 237-53.
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“BACICCIA (GAULLI, GIOVAN BATTISTA), DETTO IL.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 393. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/baciccia-gaulli-giovan-battista-detto-il.