AZZURRI, Francesco. - Architetto, n. a Roma nel 1827, m. ivi nel 1901; presidente dell'Accademia di S. Luca, nelle sue maggiori opere di architettura civile rielabora motivi classici e tradizionali, occupando una significativa posizione nell'architettura dello scorso del secolo, quando, cioè, stava per interrompersi la tradizione neoclassica. A lui si deve, tra l'altro, il restauro di S. Maria in Monticelli e la costruzione della cappella di S. Lucia (1861) nell'arciconfraternita del Gonfalone a Roma, il restauro di Palazzo Venezia e della Cancelleria e il disegno della cancellata di Palazzo Barberini. All'A. spetta il merito di aver costruito e ampliato molti ospedali, secondo criteri diversi da quelli usati fino ai suoi giorni.
Maria Vittoria Brugnoli

L'elenco delle edizioni si trova in D. Reichling. Appendices ad Hainii Copingeri Repertoriun bibliographicum, Monaco 1911, pp. 135-36.
A. - Nome che gli antichi Egizi davano all'anna intesa come capacità di sopravvivere assumendo forme diverse e che al plurale (b 3. w) significa "potenza". Il segno con cui era espresso graficamente rappresenta per alcuni la ciconia nigra, per altri la scopus umbretta. Secondo gli Egizi l'anima, alla morte dell'individuo, non si allontanava completamente dal corpo, ma vi rientrava a piacere. Specie di notte l'anima si riposava sul cadavere: essa è rappresentata sotto forma di uccello che allarga le ali, talvolta con faccia di uomo barbuto. L'idea che gli Egiziani antichi credessero alla trasmigrazione delle anime, come gli Indiani, non è attestata. Secondo gli Egizi, dopo la morte le anime, a loro piacere, solo momentaneamente, potevano assumere l'aspetto di un animale o di una pianta. Significativo è il fatto che anche le divinità possedevano uno o più b. e che il termine era talora usato come sinonimo di dio.