BAGNOREGIO, DIOCESI DI

BAGNOREGIO, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Viterbo, con una superficie di 300 kmq. e una popolazione di 30.000 ab. ripartita in 28 parrocchie, con 34 sacerdoti diocesani e 15 regolari. Ha un seminario minore proprio e quello maggiore comune con le altre diocesi dell'alto Lazio in Viterbo. B. si erge tra Orvieto e Viterbo, su un altipiano scosceso, fra due torrenti affluenti del Tevere. Di origine etrusca, all'epoca romana era conosciuta col nome di *Novem Pagi*. Balneum regis, poi Bagnorea sino al 1922 e quindi B., fu denominata dalle terme un tempo famoso, delle quali non resta che una misera sorgente di acqua sulfurea. Quasi completamente distrutta dai Longobardi nel 606, fu rideficata dall'ultimo dei loro re, Desiderio. Donata da Carlomagno ad Adriano I, fece parte dello Stato Pontificio fino alla sua caduta. E celebre soprattutto per i natali dati al santo e dottore francescano Bonaventura Fidanza (1221-74) cui è dedicata l'odierna Cattedrale.

La *Passio* dei santi Amsano e Massima (BHL, 515-16), non anteriore al sec. XI, riporterebbe le origini del cristianesimo in B. al tempo della grande persecuzione diocleziana, durante la quale Amsano, figlio di un certo Tranquillino romano, sarebbe stato arrestato in Roma insieme alla sua madrina di battesimo, Massima. Mentre questa sarebbe stata uccisa in prigione, Amsano sarebbe fuggito a B. e quindi a Siena e ivi decollato. L. Duchesne è del parere che le diocesi di B. e di Orvieto siano succedute a quella di Bolsena. Il primo documento sicuro che ricordi un vescovo di B. è la lettera scritta da s. Gregorio Magno (Registr. epist., X, 3) per essere informato sul diacono Giovanni eletto dal clero e dal popolo di B. per loro vescovo.

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Un altro vescovo di B. compare tra i sottoscrittori del Concilio lateranense del 769. La lista dei vescovi di B. è spesso interrotta nei secoli dell'età di mezzo. La diocesi è immediatamente soggetta alla S. Sede.

Bibl.: L. Duchesne, *Le sedi episcopali dell'antico ducato Romano*, in *Archivio della R. Società di Storia Patria*, 15 (1892), p. 488; P. F. Kehr, *Italia Pontificia*, II, Berlino 1907, pp. 15-216 (con bibliografia); Lanzoni, pp. 544-65; F. Bonnard, V. in DHG, VI, coll. 220-23 (con bibliografia). Benedetto Pesci

B. NELLA STORIA CONTEMPORANEA. - Nell'autunno del 1867, durante la campagna combattuta nel Lazio fra garibaldini e forze papali, B. fu anche teatro di vicende non prive di rilievo. Sgombrata dai pontifici di primo ed incerto delinearsi della lotta, venne presto dai garibaldini dell'Acerbi solidamente occupata, e per naturale fortissima positura funse da base operativa contro l'intero Viterbese. Ma d'ordine del generale pro-ministero delle Armi Kanzler e di concerto col generale di brigata Raffaele De Courten, il colonnello Achille Azzanesi, dal quale tutta la zona dipendeva, dopo fruttuosa ricognizione condotta il 3 ott., al mattino del 7 attaccava con 303 uomini divisi in due schiere circa 500 garibaldini ben trincerati ed asserragliati. Dopo alterne vicende gli Zuavi riuscirono vittoriosi.

Bibl.: L. Cicconetti, *Roma o morte. Gli avvenimenti nello Stato Pontificio nell'anno 1867*, Milano 1934, pp. 63-67; P. Dalla Torre, *L'anno di Mentana. Contributo ad una storia dello Stato Pontificio nel 1867*, Torino 1938, pp. 96-100. Paolo Dalla Torre