BAGNOLESI - catari (v.) che costituivano in Lombardia nel sec. XIII un gruppo medio tra le Albanesi (v.) CONCORREZZESI (v.). Il loro nome proviene da una località lombarda, in cui ebbero un centro gerarchico: Bagnolo Mella (Brescia), o Bagnolo Cremasco, o più probabilmente Bagnolo S. Vito (Mantova). L'inquisitore R. Sacconi (ca. 1250) computa a 200 il loro professi e dissemina i seguaci nei territori di Mantova, Brescia, Bergamo, Milano, e in Romagna; ma anche i membri delle Chiese catare della Marca Trevisana, Toscana, Valle Spoletana aderivano per lo più alle dottrine dei b.; da processi inquisitoriali risulta che nella seconda metà del sec. XIII gerarchi e affiliati di questa setta operavano a Verona, Sirmione, Vicenza, Rimini, Ferrara, Bologna. I b. son detti anche francigenae, perché i membri della Chiesa catara dell'antica Francia, emigrati in Lombardia e in quel di Verona, condivisero la loro posizione dottrinale; son denominati in alcune fonti calcolari, da un loro vescovo di nome Caloianus.
I b. seguono il dualismo mitigato o monarchico dei Concorezzesi: il diavolo, personificazione del male, non creò ma solo compreso con i quattro elementi primordiali, il mondo materiale e i corpi umani; in questi sono imprigionate le anime, le quali non provengono per traduciamismo, come vorrebbero i Concorezzesi, dallo spirito racchiuso dal diavolo nel corpo del primo uomo, ma furono create da Dio in una sola volta prima della formazione del mondo e peccarono nel cielo; parte di esse si salverà, parte rimarrà dannata. Come gli Albanesi, i b. furono docetisti: Gesù Cristo ebbe corpo celeste, che prese dalla Madonna, essa pure un angelo; la passione, come tutta la vita di Gesù, fu apparente; derivarono questa dottrina docetica da un certo Nazzaro, vescovo concorezzese, che sulla fine del sec. XII la importò dalla Chiesa catara di Bulgaria. La posizione di mezzo dei b. rendeva facile il loro passaggio a diverse opinioni.