BAHJA IBN PAQUEDA (PAQUDA). - Filosofo religioso ebreo spagnolo, chiamato anche Bechaie e Bechai. La sua vita (sec. XI) ci è ignota. Lasciò un trattato di morale scritto verso il 1050, in arabo (testo pubblicato da Yahuda, Leida 1912), che ha nella traduzione ebraica il titolo Hôbhôth hal-lêbhâbhôth («I doveri dei cuori»). Ebbe meritata diffusione e fu tradotto o compendiato in varie lingue (trad. italiana parziale di B. Consolo, 1867). Più che teoretica, l’opera è esortativa; piena di motivi biblici-talmudici, risente l’influsso neoplatonico. Nell’introduzione si definiscono i «doveri del cuore» come contrapposti ai doveri delle membra, che si compiono mediante gli organi corporei. La retta coscienza morale è l’essenza della pietà religiosa, che consiste nell’interiore dedizione a Dio. La preghiera è intesa come tendenza contemplativa: «Il nostro scopo nel pregare è che l’anima si strugga rivolgendosi a Dio, che innanzi a Lui si sprofondi nella bassezza e insieme s’innalzi al Creatore per recargli gloria e gratitudine e gettare in Lui ciò che la aggrava».
BAHJA IBN PAQUEDA (PAQUDA)
BIBL.: G. Vajda, Le dialogue de l’âme et de la raison dans les Devoirs des coeurs de B. i. P., in Revue des études juives, Alfredo Ravenna