BALLERINI, PIETRO e GEROLAMO. - Sacerdoti veronesi, fratelli, educati prima nel collegio dei Gesuiti, poi nel patrio seminario. Vissero e lavorarono insieme, attendendo alla pubblicazione di molte opere, delle quali non è sempre possibile distinguere la parte che compete a ciascuno; si può dire che Pietro si mostra più teologo e canonista, Gerolamo più dedito alla critica e alla storia. Le loro pubblicazioni eccellono, infatti, per una vasta e controllata erudizione, una cura minuziosa e una critica eccellente.
PIETRO n. a Verona il 7 sett. 1698 ed ivi m. il 28 marzo 1769. Si devono a lui: un Saggio della storia del probabilismo nella descrizione del cangiamento di sei insigni probabilisti in probabilioristi (Verona 1736) dove si difende contro accuse di probabilismo sorte in occasione di un'altra sua opera anteriore: Il metodo di s. Agostino negli studi (ivi 1724). Contro l'usura, dopo la edizione della Summa di s. Antonino di Firenze (4 voll., ivi 1740-41) e della Summa di s. Raimondo da Peñfort (ivi 1744), pubblicò: De iure divino et naturali circa usuram (2 voll., Firenze 1774-1777); contro Febronio: De potestate ecclesiastica SS. pontificum et conciliorum generalium (Verona 1765); De ex ac ratione primatus romanorum pontificum (ivi 1766). Attese anche alla edizione dei S. Zenonis, episc. veronensis sermones (ivi 1739), e, per ordine di Benedetto XIV, ad una nuova edizione delle opere di S. Leone Magno per sostituire quella del giansenista Quesnell: S. Leonis M. pontificis opera (3 voll., Venezia 1753-56-57, ripresa dal Migne, PL 54-56). In seguito all'uscita del vol. I fu solennemente decretato a s. Leone Magno il titolo di Dottore della Chiesa.
GEROLAMO n. a Verona il 22 genn. 1702, ed ivi m. il 23 febbr. 1781. Collaborò a quasi tutte le opere del fratello, e, aiutato da lui, pubblicò gli scritti del suo conterraneo, il card. E. Noris: Henrici Noris veronensis, augustiniani S. R. E. Presbyteri Cardinalis opera omnia nunc primum collecta et ordinata (3 voll., Verona 1729-33) con l'aggiunta di parecchi studi interessanti; quello specialmente sul patriarcato di Aquileia. Anche: I. Matthaei Giberti, ep. veronensis opera (ivi 1732); Ratherii, ep. veronensis opera (ivi 1765; ripresa dal Migne, PL 136).
Di manoscritti i due fratelli lasciarono ancora 36 volumi.