BALSAMON, TEODORO. - Uno dei più noti canonisti della Chiesa greca dissidente, n. verso la metà del XII sec. a Constantinopoli e ivi m. dopo il 1195. Entrato giovane nel clero della grande Chiesa, ottenne le cariche di monofilace e cartofilace. Verso il 1193 fu eletto vescovo di Antiochia della quale, però, non prese mai possesso.
Sollecitato dall'imperatore Manuele Comneno e dal patriarca di Costantinopoli, Michele Anchialo, scrisse ca. il 1170 in quattordici titoli un voluminoso Commentario sopra il Syntagma o Collezione.
Tale opera comprende due parti: la collezione dei Sacri Canoni e la loro spiegazione (PG 137 e 138) e l'interpretazione del Nomecanone (ibid. 104, 975-1218).
Non si riesce a comprendere perché gli editori abbiano pubblicato separatamente le due parti, che costituiscono una sola e medesima opera. Sotto il titolo dei canoni figurano i Canoni apostolici, i decreti dei concili generali e particolari ed alcune lettere dei Padri della Chiesa. Alle Novelle di Giustiniano ed ai Basilici, aggiunge diverse leggi degli imperatori e decreti dei patriarchi pubblicati in seguito.
Tra le altre sue opere meritano di essere segnalate: Otto meditazioni o Risposte (PG 119); Risposta a 74 questioni canoniche poste da Marco, patriarca di Alessandria (ibid. 112 e 138); Commentario sulle questioni di alcuni monaci (ibid. 138).