Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Sacra Scrittura Popoli e personaggi

BAR IONA (ΒΑΡΙΩΝΑ͂Σ)

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Noto anche come: greco: Βαριωνᾶς; inglese: son of Jonah, Bar-Jonah

BAR IONA (Βαριωνᾶς). - Cognome patronimico dell'apostolo Simone soprannominato Pietro (Mt. 16, 17); è forma aramaica (bar Jōnā) da tradursi « figlio di Giona », essendo jōnā (ebr. jōnāh) « colomba » (o contrazione di Jonathan o Jonadah?) nome del noto profeta (Ion. 1, 1; II Reg. 4, 25).

S. Girolamo (L. III in Mt.: PL 26, 121) vede implicito in « Filius columbae » l'influsso dello Spirito Santo, ma menziona l'opinione di quelli che asserivano « scriptorum vitio depravatum, ut pro Bar Ioanna h. e. filius Ioannis

Bar Iona scriptum sit una detracta sillaba. E il Cod. 1424 (sec. IX) dei Vangeli in una glossa marginale nota che τὸ ἰωδάκον ha ulē Ἰωάννου.

Il IV Vangelo presentò in due passi B. I. tradotto in greco (I, 42; 21, 15-17 tre volte), ma la lezione critica è incerta. Il più antico codice (B) ha nel due passi [ὁ υἱὸς] Ἰωάννου, così anche il codice simitico in Io. 1, 42; ma la gran maggioranza dei codici greci ha sempre Ἰωνᾶ. La Volgata clementina ha filius Iona in Io. 1, 42, ma una diccina di codici antichi della Volgata hanno filius Johanna (lezione « occidentale » del cod. di Koridèbhi); in Io. 21, 15-17 tutti i codici latini hanno Ioannis. Origene latino, citando il « Vangelo secondo gli Ebrei » ha fili Ionne (ed. E. Klostermann, X, Lipsia 1935, pp. 389-90) o fili Ioanne (PG 13, 1295). Ἰωάννης per Ἰωνᾶς nel IV Vangelo è forse dovuto ad influsso di codici « occidentali »; molti pensavano che Ἰωνᾶς in questo caso derivasse da Jōhānān contratto.

I critici odierni, da H. von Soden (Griechisches N. T., Gottinga 1913, pp. 184, 228 sg.) a A. Merk (Novum Test. gr. et lat., 4ª ed., Roma 1942, pp. 309, 391) e J.-M. Bover (Novi Test. Biblia gr. et lat., Madrid 1942, pp. 274, 348) danno per certa nel IV Vangelo la lezione Ἰωάννου invece di Ἰωνᾶ. Comunque, il IV Vangelo non intenderebbe con ciò affermare che Bar Jōnā debba tradursi « figlio di Giovanni (Jōhānān) »: ciò è sostenuto da K. T. Keim, F. H. Chase, F. Zorell, A. Merk, E. Kalt, Th. Innitzer e altri, ma è negato da G. Dalman, M.-J. Lagrange, H. L. Strack-P. Billerbeck, D. Buzy, W. Bauer e altri. Se la forma Ἰωάννου del IV Vangelo fosse criticamente certa, dimostrerebbe non già che Jōnān era inteso come un derivato da Jōhānān, ma solo che B. I. veniva liberamente trasposto in un equivalente notissimo di cadenza greca, familiare alla massa etnico-cristiana dei lettori, come è adoperato il nome greco Σίμων quale rispondente all'ebraico Sim'ōn. F. H. Chase ammette come possibile un doppio nome (Jona-Jōhānān o Jonas-Jokumari) del padre di Simon Pietro. H. Hirschberg, arguendo da barjōnē che nel Talmūd designerebbe dei giudeo-cristiani (barjōn sarebbe « sicario », da bōrj « forza »), vede in costoro gli Ebioniti, fedeli discepoli di Simon Pietro, che da questo si sarebbero denominati objōnē, trasformando B. I. in 'ābhī jōnāh (« padre della colomba »).

BIBLI: K. Th. Keim, Geschichte Jesu von Nazara, II, Zurigo 1870, p. 213; F. H. Chase, John, Father of Simon Peter, in J. Hastings, Dict. of the Bible, II, p. 676 sg. (cf. III, p. 756); G. Dalman, Grammatik des Jüdisch-palätiischen Arandisch, 2ª ed., Lipsia 1905, p. 179; F. Zorell, Novi Test. lexicon graecum, Parigi 1911, p. 269, e 2ª ed., ivi 1931, col. 627; E. Klostermann, Die Evangelien (Handbuch zum N. T. di H. Lietzmann, 2), Tubinga 1910, p. 272; A. Merk, in Comm. in Ev. sec. Matth. di J. Knabenbauer, 3ª ed., ivi 1922, p. 54, n. 1; H.-L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar zum N. T. aus Talmud u. Midrach, I, Monaco 1922, p. 730; M.-J. Lagrange, Ev. selon s. Matthieu, Parigi 1922 (6ª ed. 1948), p. 323; id., Ev. selon s. Jean, ivi 1925 (7ª ed. 1947), p. 47 sg.; D. Buzy, Ev. selon s. Matthieu, in La S. te Bible di L. Pirot, IX, ivi 1934, p. 216; W. Bauer, Griechisch-Deutsches Wörterbuch zu den Schriften des N. T., Berlino 1937, col. 222; E. Kalt, Bibliisches Reallexikon, I, 2ª ed., Paderborn 1938, col. 195; H. Hirschberg, Simon Bariona and the Ebionites (Mt. 16, 17), in Journal of Bibl. Literature, 61 (1942), pp. 171-91; R. Marcus, A note on Bariona, ibid., p. 281; Th. Innitzer, Kommentar zur Leidens- und Verklärungsgeschichte Jesu C., 4ª ed., Vienna 1948, p. 405.

Antonino Romeo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 854–855.

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Romeo, Antonino. “Bar Iona (ΒΑΡΙΩΝΑ͂Σ).” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 854–855. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/bar-iona-barionas.

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Romeo, Antonino. “Bar Iona (ΒΑΡΙΩΝΑ͂Σ).” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 854–855. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/bar-iona-barionas.

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