BARBELITI. - Detti anche Barbelioti da Ireneo e Teodoreto, erano una delle principali sette gnostiche del II e III sec. Derivano il loro nome dall'eone femminile Barbelo o Barbero, parola di origine ebraica, che significa più probabilmente « figlio di Dio ». Quali fossero la natura e le prerogative di questo eone è difficile determinare. Forse voleva rappresentare l'elemento femminile, che, secondo tali gnostici, è all'origine di tutte le cose. A Barbelo infatti si manifestò il Padre ineffabile e così è divenuta la madre dei viventi, che da lei derivano mediante successive coppie (o sizigie) di eoni intermedi. Essa generò pure la luce, la quale, perfezionata dalla unzione dello spirito creatore, è Cristo. Barbelo ha anche
la missione di liberare l'elemento divino imprigionato nella materia e in lotta con gli eoni inferiori.
Qualunque fosse la dottrina di tali eretici, e che ci viene trasmessa in modo un po' diverso da s. Ireneo e da s. Epifanio, è certo però che essi erano di una immoralità innominabile: si abbandonavano agli eccessi più sfrenati, ammettendo la promiscuità dei sessi e parodiando sacrilegamente i misteri più augusti del cristianesimo. S. Epifanio li fa derivare dai nicolaiti e Teodoreto dai valentiniani.