BARBERA, MARIO. - Gesuita e scrittore, n. a Mineo (Catania) il 17 apr. 1877, m. a Roma il 5 nov. 1947. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1891 e compiuti gli studi,
fu chiamato nel 1910 fra i redattori de La Civiltà Cattolica. Ebbe pure incarichi presso le Congregazioni romane.
La sua prima produzione fu di carattere narrativo: Fiori di rovine (Roma 1912), L'isola degli emiri (ivi 1912), Bianca Fortis (ivi 1918), Meriggio d'Etiopia (ivi 1927). Lasciato il genere narrativo si dedicò alla trattazione di argomenti storici, apologetici, pedagogici, nei quali ultimi portò un equilibrio, una competenza e una visione così chiara da renderlo, in questo ultimo quarto di secolo, uno degli studiosi più apprezzati ed autorevoli in questioni scolastiche. E del problema della scuola pubblica e della libertà d'insegnamento disse una parola che non ha mancato di avere una efficace influenza sulla chiarificazione delle idee relative a questi argomenti.
Opere principali di pedagogia: I convitti nazionali in Italia (Roma 1918); Libertà di insegnamento, principi e proposte (ivi 1919); Intorno all'ordine degli studi del ginnasio e liceo dei seminari (ivi 1921); Gesù adolescente nella educazione giovanile (ivi 1923); Lo studio della lingua nella scuola classica (ivi 1924); Il buono e il cattivo della riforma Gentile (ivi 1925); Catholic Foundations in secular Universities (Woodstock 1927); Educating the Child at Home (St. Paul 1931); La « Ratio studiorum » (Padova 1942); S. Giovanni Bosco educatore (Torino 1942); Ortogenesi e Biotipologia, ivi 1943; Educazione e salvezza sociale (Roma 1945); L'educazione nuova e il metodo Montessori (Milano 1946).