BASEDOW, JOHANN BERNHARD

BASEDOW, JOHANN BERNHARD. - Pedagogista. Ad Amburgo l'11 sett. 1723, m. a Magdeburgo il 25 luglio 1790. È uno degli ultimi rappresentanti dell'illuminismo tedesco. Conseguita a Lipsia la laurea in filosofia e teologia, nel 1753 gli fu affidata la cattedra di filosofia e di morale all'accademia di Doreo (Danimarca), vivendo fra stenti e contrasti dovuti alla stravaganza del suo carattere e alla scarsa sua correttezza. Allontanato da quella cattedra per alcuni suoi studi eterodossi, passò ad insegnare ad Altona, ma incorse nella scomunica per attacchi contro gli ortodossi.

La lettura dell'Emile di Rousseau lo fece rivolgere alla pedagogia, e nel 1774 pubblicò il suo Elementarwerk, ein gewandter Vorrat aller nötigen Erkenntnis zum Unterricht der Jugend von Anfang leis ins akademische Alter (4 voll., Dessau), che è - in fondo - l'Orbis pictus di Comenio, rimaneggiato sul piano di studi di Rousseau. Nel 1774 si recò a Francoforte a sollecitare aiuti dai grandi, ricchi e sapienti per la realizzazione della sua riforma pedagogica, e qui conobbe anche Goethe, il quale - se si dimostrò favorevole al disegno di lui di dare sviluppo a una conoscenza più viva del mondo - non risparmiò critiche al «Trattato» perché la natura vi era rappresentata allo stato di dispersione, né approvò mai i modi cui egli si lasciava andare, ferendo il sentimento - soprattutto religioso - di coloro dai quali sollecitava appoggio. Avendo guadagnato molti alla sua causa, e particolarmente il principe di Anhalt-Dessau, fondò in quell'anno a Dessau il Philanthropinum, specie di istituito che doveva contenere ad un tempo un seminario per formare i maestri e un collegio con internato per fanciulli, e su di esso pubblicò uno scritto dedicato all'imperatore Giuseppe, al re di Danimarca, all'imperatrice Caterina, e indirizzato ai benefattori dell'umanità. Il Philanthropinum

poggia, quanto alla politica sul cosmopolitismo delle nazioni civili, quanto alla religione sul deismo di Rousseau e quanto alla morale sulla filantropia. Kant, nel suo trattato sulla pedagogia, giudicò l’istituto la sola scuola che, data la necessità di fare esperienza nel campo dell’educazione, abbia cominciato a mutare strada dando ai maestri la libertà di lavorare secondo i loro propri indirizzi e piani: nulla di definitivo e di compiuto vi è in questa opera, ma essa rappresenta una tappa nella lunga via per-corsa dalla pedagogia moderna alla ricerca di metodi razionali. Il metodo intuitivo, raccomandato da Gennio già nel XVII sec., e di cui Pestalozzi doveva essere, qualche anno dopo, l’ardente apostolo, era in uso nell’istituto, il quale – per altro – dal Raumer, storico tedesco della pedagogia, fu detto una “caricatura pedagogica” perché vi si abusava, in una forma persino puerile, di lezioni di cose e di esercizi meccanici. Ma più che il sistema che si usava, con-tribuì alla rovina dell’istituto il carattere irascibile e bizzarro del suo fondatore, con il provocare presto dissidi interni; egli ne lasciò allora (1778) la direzione; e sebbene questa rimanesse affidata al Wolke, che era stato uno dei più eminenti suoi collaboratori, l’istituto decadue rapidamente, e si chiuse nel 1793. Non si arrestò, frattanto, l’attività febbrile del B.: nel 1795 pubb

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licò un’altra edizione del suo Elementarwerk e scrisse: Del metodo di insegnamento del latino per la conoscenza delle cose, e un opuscolo sull’insegnamento della lettura; nel 1786 apparve l’ultima sua opera: Nuovo metodo per apprendere a leggere, per conoscere Dio e insegnare la lingua con la più grande esattezza; e fra il 1785 e il 1790 si recò ogni anno, per qualche mese, ad insegnare in una scuola di fanciulli di Magdeburgo, dove alla fine un’improvvisa emorragia lo trasse alla tomba, dopo che l’abuso delle bevande alcooliche e la vita disordinata lo avevano ormai ridotto alla miseria.

BIBL.: A. Pinloche, La réforme de l’éducation en Allemagne au débatutisme siècle. B. et le philanthropisme, Parigi 1880 (rimaneggiata nell’ed. tedesca del 1896); R. Diestelmann, B., Lipsia 1897; A. Piazzi, L’educazione filantropica nella dottrina e nell’ob-razio di G. B. B., Milano 1920.