BARILLI, ANTONIO DI NERI

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato nel Palazzo della Signoria e nove pilastri, eseguiti nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J.

Bar Iona scriptum sit una detracta sillaba. E il Cod. 1424 (sec. IX) dei Vangeli in una glossa marginale nota che è lo usbaktov ha utè 'Iwavvou.

Il IV Vangelo presenta in due passi B. I. tradotto in greco (1, 42; 21, 15-17 tre volte), ma la lezione critica è incerta. Il più antico codice (B) ha nei due passi [ó uóç] 'Iwavvou, così anche il codice sinaitico in Io. 1, 42; ma la gran maggioranza dei codici greci ha sempre 'Iwav. La Volgata clementina ha filius Iona in Io. 1, 42, ma una dicina di codici antichi della Volgata hanno filius Yohannus (lezione « occidentale » del cod. di Koridethi); in Io. 21, 15-17 tutti i codici latini hanno Ioannis. Origene latino, citando il Vangelo secondo gli Ebrei ha filius Iona (ed. E. Klostermann, X, Lipsia 1935, pp. 389-90) o filius Iona (PG 13, 1295). 'Iwavvog per 'Iwavg nel IV Vangelo è forse dovuto ad influsso di codici « occidentali »; molti pensano che 'Iwavg in questo caso derivasse da Yohannus contrauto.

I critici odierni, da H. von Soden (Griechisches N. T., Gottinga 1913, pp. 184, 228 sq.) a A. Merk (Novum Test. gr. et lat., 4a ed., Roma 1942, pp. 309, 391) e J.-M. Bover (Novi Test. Biblia gr. et lat., Madrid 1942, pp. 274, 348) danno per certa nel IV Vangelo la lezione 'Iwavvou invece di 'Iwavg. Comunque, il IV Vangelo non intenderebbe con ciò affermare che Bar Jóná debba tradursi « figlio di Giovanni (Yohanná) »: ciò è sostenuto da K. T. Keim, F. H. Chase, F. Zorell, A. Merk, E. Kalt, Th. Innitzer e altri, ma è negato da G. Dalman, M.-J. Lagrange, H. L. Strack-P. Billerbeck, D. Buzy, W. Bauer e altri. Se la forma 'Ioavvou del IV Vangelo fosse criticamente certa, dimostrerebbe non già che Jóná era inteso come un derivato da Jóhánán, ma solo che B. I. veniva liberamente trasposto in un equivalente notissimo di cadenza greca, familiare alla massa etnico-cristiana dei lettori, come è adoperato il nome greco Σιμων quale rispondente all'ebraico Sin'ó. F. H. Chase ammette come possibile un doppio nome (Iona-Yohánán o Jonas-Yohannes) del padre di Simon Pietro. H. Hirschberg, arguendo da barjóné che nel Talmud debbe signerebbe dei giudeo-cristiani (barjón sarebbe « sicario », da bórj « forza »), vede in costoro gli Ebioniti, fedeli discepoli di Simon Pietro, che da questo si sarebbero denominati'abjóné, trasformando B. I. in 'ábbi jónáh (« padre della colomba »).

Bibl.: K. Th. Keim, Geschichte Jesu von Nazara, II, Zurigo 1870, p. 213; F. H. Chase, John, Father of Simon Peter, in J. Hastings, Dict. of the Bible, II, p. 676 sq. (cf. III, p. 756); G. Dalman, Grammatik des jüdisch-palästinischen Aramaïsch, 2a ed., Lipsia 1905, p. 179; F. Zorell, Novi Test. lexicon graecum, Parigi 1911, p. 269, e 2a ed., 1913, col. 627; E. Klostermann, Die Evangelien (Handbuch zum N. T. di H. Lietzmann, 2), Tubinga 1919, p. 272; A. Merk, in Comm. in Ev. sec. Matth. di J. Knaeber, 2a ed., 1922, p. 54, n. 1; H.-L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar zum N. T. aus Talmud u. Midrasch, I, Monaco 1922, p. 730; M.-J. Lagrange, Ev. selon s. Matthieu, Parigi 1922 (8a ed. 1948), p. 323; id., Ev. selon s. Jean, 1925 (7a ed. 1947), p. 47 sq.; D. Buzy, Ev. selon s. Matthieu, in La S. Tibide di L. Pirot, IX, 1913, p. 216; W. Bauer, Griechisch-Textbeschwörterbuch zu den Schriften des N. T., Berlin 1937, col. 222; E. Kalt, Biblisches Reallexikon, 1, 2a ed., Paderborn 1938, col. 195; H. Hirschberg, Simon Bariona and the Ebio-nites (Mt. 16, 17), in Journal of Bibl. Literature, 61 (1942), pp. 171-91; R. Marcus, A note on Bariona, ibid., p. 281; Th. Innitzer, Kommentar zur Leidens- und Verklaungsgeschichte Jesu C. 4a ed., Vienna 1948, p. 405.