BARILLI, ANTONIO DI NERI

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato nel Palazzo della Signoria e nove pilastri, eseguiti nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J. F. J. Jackson e K. Lake, V. Londra 1933, pp. 164-88; J. Bidez e F. Cumont, Les Mages hellénisés, I, Parigi 1938, p. 144 sq. (il nome μάγος), e II, p. 14 (vari maggiori di Cipro); L. Cerfaux, Le «supernomen» dans le livre des Actes, in Ephemerides Theologicae Louvainenses, 15 (1938), pp. 174-80; J. Bidez, Antonio Romeo.

BARILLI, Antonio di Neri. - Architetto e intagliatore, n. nel 1453, m. nel 1517 a Siena. Più che in opere di architettura eccelse nell'antaglio e nell'antarsio, tramandando l'eredità artistica degli antichi maestri senesi ai suoi allievi, che la mantennero per buona parte del sec. XVI. Le sue opere principali sono nel duomo di Siena: il coro della cappella di S. Giovanni (1483-1502) di cui rimangono solo dei frammenti; i celebri banchi della libreria Piccolomini, gli stalli del coro, l'organo della sacrestia e la cantoria a destra dell'abside. Pure in Siena sono un cofano intagliato e nel 1511, nella galleria dell'Accademia. Nel Museo di Vienna è una formella con autoritratto intagliato, del 1502.

Il nipote GIOVANNI, n. nella seconda metà del sec. XV, fu suo allievo e collaboratore. Lavorò molto a Roma soprattutto alle Stanze vaticane, dove, per incarico di Raffaello, esegui porte e finestre.

Burkitt, The interpretation of Bar-Jesus, in Journal of Theol. Studies, 4 (1902-1903), pp. 127-29; Th. Zahn, Die Apostelgeschichte, II, 3a ed., Lipsia 1927, pp. 412-20; A. D. Nock, Paul and the Magus, in The beginnings of Christianity, in J.

Bar Iona scriptum sit una detracta sillaba. E il Cod. 1424 (sec. IX) dei Vangeli in una glossa marginale nota che è lo usbaktov ha utè 'Iwavvou.

The Fourth Gospel presents B. I. translated into Greek in two passages (1:42; 21:15-17, three times), but the critical reading is uncertain. The oldest manuscript (B) has in both passages [ó uióç] 'Iwavvou, as does the Sinaitic Codex in Jn 1:42; but the great majority of Greek manuscripts always have 'Iwav. The Clementine Vulgate has filius Iona in Jn 1:42, but about ten ancient Vulgate manuscripts have filius Yohannus (the “Western” reading of the Codex Koridethi); in Jn 21:15-17 all Latin manuscripts have Ioannis. The Latin Origen, citing the Gospel according to the Hebrews, has filius Iona (ed. E. Klostermann, X, Leipzig 1935, pp. 389-90) or filius Ionae (PG 13, 1295). 'Iwavvou for 'Iwavg in the Fourth Gospel is perhaps due to the influence of “Western” manuscripts; many think that 'Iwavg in this case derived from a contracted Yohannus.

Modern critics, from H. von Soden (Griechisches N. T., Göttingen 1913, pp. 184, 228 sq.) to A. Merk (Novum Test. gr. et lat., 4th ed., Rome 1942, pp. 309, 391) and J.-M. Bover (Novi Test. Biblia gr. et lat., Madrid 1942, pp. 274, 348), consider the reading 'Iwavvou certain in the Fourth Gospel rather than 'Iwavg. Nevertheless, the Fourth Gospel would not thereby intend to affirm that Bar Jóná should be translated “son of John (Yohanná)”: this is maintained by K. T. Keim, F. H. Chase, F. Zorell, A. Merk, E. Kalt, Th. Innitzer and others, but denied by G. Dalman, M.-J. Lagrange, H. L. Strack-P. Billerbeck, D. Buzy, W. Bauer and others. If the form 'Ioavvou in the Fourth Gospel were critically certain, it would not prove that Jóná was understood as a derivative of Jóhánán, but only that B. I. was freely rendered by a very familiar Greek equivalent, familiar to the mass of Gentile-Christian readers, just as the name Σιμων is used as the Greek counterpart of the Hebrew Sin'ó. F. H. Chase admits as possible a double name (Iona-Yohánán or Jonas-Yohannes) for the father of Simon Peter. H. Hirschberg, arguing from barjóné in the Talmud, which he takes to mean “of the Sicarii” (barjón being “force,” from bórj), sees in these Judeo-Christians the Ebionites, faithful disciples of Simon Peter, who would have called themselves 'abjóné, transforming B. I. into 'ábbi jónáh (“father of the dove”).

Bibl.: K. Th. Keim, Geschichte Jesu von Nazara, II, Zurigo 1870, p. 213; F. H. Chase, John, Father of Simon Peter, in J. Hastings, Dict. of the Bible, II, p. 676 sq. (cf. III, p. 756); G. Dalman, Grammatik des jüdisch-palästinischen Aramaïsch, 2a ed., Lipsia 1905, p. 179; F. Zorell, Novi Test. lexicon graecum, Parigi 1911, p. 269, e 2a ed., 1913, col. 627; E. Klostermann, Die Evangelien (Handbuch zum N. T. di H. Lietzmann, 2), Tubinga 1919, p. 272; A. Merk, in Comm. in Ev. sec. Matth. di J. Knaeber, 2a ed., 1922, p. 54, n. 1; H.-L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar zum N. T. aus Talmud u. Midrasch, I, Monaco 1922, p. 730; M.-J. Lagrange, Ev. selon s. Matthieu, Parigi 1922 (8a ed. 1948), p. 323; id., Ev. selon s. Jean, 1925 (7a ed. 1947), p. 47 sq.; D. Buzy, Ev. selon s. Matthieu, in La S. Tibide di L. Pirot, IX, 1913, p. 216; W. Bauer, Griechisch-Textbeschwörterbuch zu den Schriften des N. T., Berlin 1937, col. 222; E. Kalt, Biblisches Reallexikon, 1, 2a ed., Paderborn 1938, col. 195; H. Hirschberg, Simon Bariona and the Ebio-nites (Mt. 16, 17), in Journal of Bibl. Literature, 61 (1942), pp. 171-91; R. Marcus, A note on Bariona, ibid., p. 281; Th. Innitzer, Kommentar zur Leidens- und Verklaungsgeschichte Jesu C. 4a ed., Vienna 1948, p. 405.