BARTOLOMEI, ENRICO (HENRICUS DE SEGUSIO O SEGUSIA; HOSTIENSIS)

BARTOLOMEI, ENRICO (Henricus de Segusio o Segusia; Hostiensis). - Decretalista, n. a Susa (Torino), m. il 25 ott. 1271. Studiò a Bologna dove seguì inizialmente anche i corsi di diritto civile. Insegnò a sua volta diritto a Parigi. Consacrato dapprima vescovo di Sisteron, fu poi arcivescovo di Embrun e quindi nel 1261 nominato cardinale vescovo di Ostia, onde l'appellativo di Hostiensis, con il quale è pure noto.

La sua Summa decretalium, condotta sulle Decretali di Gregorio IX, fu detta Aurea per la chiarezza e densità della informazione scientifica: in essa, scritta intorno alla metà del sec. XIII, e che ebbe parecchie edizioni, è da notare la introduzione del nuovo metodo di esposizione del testo per il quale si abbando-

nava il vecchio sistema della semplice esegesi che si concretava soprattutto con l'apposizione delle glossae o notulae al testo. Il nuovo metodo è così descritto: « Primo ponendo casuni vel dicendo sensum litterae, secundo legendo litteram et exponendo et etiam construendo si difficilis appareat. Tertio inducendo similia. Quarto inducendo contraria, et solvendo et distinguendo. Quinto quaestiones faciendo et determinando. Sexto dicendo notabilia ad quae et qualiter induci debeat decretalis » (lib. V, tit. I, de magistris).

È da avvertire che il metodo stesso era già stato anticipato dai decretisti e poi passò a regola ordinaria d'insegnamento nelle scuole giuridiche tedesche, nella prima metà del sec. XIV (cf. G. Kauffmann, Geschichte der deutschen Universitäten, Stoccarda 1888-96, II, pp. 347-48). Ripreso nelle scuole italiane civilistiche, costituì la base del nuovo indirizzo dei commentatori o scolastici, che ebbe in Bartolo il suo principale rappresentante e si fissò nel distico « Praemitto, scindo, summo casumque figuro; perlego, do causas, connoto et obicio ».

La Summa dell'Ostiense contiene un notevole richiamo alle teoriche civilistiche e, anche per questo riguardo, è una fonte preziosa per la ricostruzione generale della dottrina giuridica del tempo. Vi si scorge altresì un primo tentativo diretto a modificare la scuola del diritto civile a mezzo dello spirito equitativo del tempo. Il B. è stato d'altra parte indicato come capo, in seno alla stessa dottrina canonistica, dell'indirizzo dell'equità in opposizione alla corrente più rigida capeggiata invece da Sinibaldo dei Fieschi (poi papa Innocenzo IV), che era per la rigorosa interpretazione delle norme (cf. B. Kuhlmann, Der Gesetzesbegriff beim hl. Thomas von Aquin im Lichte des Rechtsstudiums seiner Zeit, Bonn 1912, p. 22). Per la profonda conoscenza dei due diritti il B. fu detto monarcha utriusque iuris. Nella polemica con i civilisti avversò particolarmente il glossatore Giovanni Bassiano e il suo discepolo Niccolò Furioso.

Scrisse ancora una Lectura sulle stesse decretali gregoriane, condotta con molta erudizione. L'opera è posteriore alla Summa e appare elaborata dopo il 1268. Di lui è pure un Commentario sulle Novellae constitutiones di Innocenzo IV, e infine un Tractatus super electione completato da Guglielmo de Mandagoto.

BIBL.: J. F. Schulte, Die Geschichte der Quellen und Literatur des han. Rechts, II, Stoccarda 1875, p. 123; F. Gillmann, Von der Hinterlegung des Allerheiligsten, in Archiv f. kathol. Kirchenrecht, 102 (1922), p. 36.
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“BARTOLOMEI, ENRICO (HENRICUS DE SEGUSIO O SEGUSIA; HOSTIENSIS).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 545. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bartolomei-enrico-henricus-de-segusio-o-segusia-hostiensis.