BARTOLOMEO da Bologna, beato. - Domenicano, probabilmente italiano, detto comunemente, ma falsamente, B. da Bologna, mentre i documenti più antichi lo chiamano B. de Podio (di o da Poggio?). Missionario in Oriente, fu promosso suffraganeo dell'arcivescovo di Sultanieh in Persia (10 maggio 1318) senza che gli si assegnasse alcuna diocesi. Si stabilì presso la missione domenicana di Maragah nell'Azerbaigian. Convertì nel 1328 il vaitapet (dottore) Giovanni, superiore di un monastero armeno in Qīnay (Cherna) presso Nachicevan e fondò con lui la congregazione armeno-domenicana dei frati Unitori e la cristianità armeno-cattolica di Nachicevan. M., secondo la tradizione, il 15 ag. 1333, e, sepolto in Qīnay, fu oggetto di culto pubblico attestato da documenti che vanno dal 1404 al 1750 ca. Si ha di lui una raccolta di prediche tradotte dal persiano in armeno. Fu detto da alcuni B. parvo o B. il piccolo per un'indebita identificazione con un teologo domenicano di nome Bartolomeo Parvo, mentre altri lo confusero con Bartolomeo Abagliati, missionario domenicano senese, vescovo di Tabriz.
BARTOLOMEO DA BOLOGNA, BEATO
BIBL.: M. A. van den Oudenrijn, Adnotat. bibliogr. armeno-domenicano, Roma 1921, pp. 6-9, 19-21; R. Loenertz, La So-cité des Frères Pérégrinations, I, Roma 1937, (cf. indice); A. Kern, Der Liblleis de Notitia orbis, Johannes III. O. P. Erzbischof von Sulthanyeh, in Arch. FF. Praedicatorum, 8 (1938), pp. 114-116; R. Loenertz, Écèques dominicains des deux Arméniens, ibid., 10 (1940), pp. 280-281.