BARTOLOMEO il GIOVANE, santo. - Fiori tra il x e l'XI sec. e fu il più illustre discepolo di s. Nilo con cui ebbe in comune la Calabria, come patria. La sua festa nel Martirologio romano è registrata all'11 nov. Fattosi monaco ancor giovamento a Serperi presso Gaeta, seguì il venerato maestro nel Tusculano, dove Grottaferrata (v.). Dopo il 13-14, fece gli anni di s. Nilo, ne fu designato eumene per le 14-15 anni di mente e le sue virtù nelle quali emula il fondatore.
Con resti di antiche ville romane fece edificare la chiesa che dedicò alla Madonna e che nel 1024 venne consacrata dallo stesso pontefice Giovanni XIX. Le relazioni del santo con la potente famiglia dei conti di Tuscolo furono tali che il nipote e succes-sore di Giovanni, Benedetto IX, indirizzò una lettera Bartholomaeo spirituali ac venerando patri. Perciò si è creduto che il giovane ed inesperto Papa abbia ce-duto alle istanze di s. B. nell'abdiacare al trono ponti-ficio e portarsi a far penitenza a Grottaferrata, dove fu sepolto. Nell'aprile 1044 B. intervenne al Concilio lateranense e vi sottoscrisse secondo tra gli abati; qualche anno prima era accorso a Gaeta paciere tra il duca Adonolfo e il principe di Salerno. Morì nei primi anni della seconda metà del sec. XI, lasciando nu-merose composizioni d'innografia sacra, conservatesi attraverso i preziosi manoscritti greci della biblioteca di Grottaferrata. Ma le sue due opere principali sa-rebbero il racconto della vita di s. Nilo e la redazione
di un Typikón, od ordinario liturgico, che gli vengono attribuiti dalla tradizione, sostenuta da ragioni critiche non disprezzabili.