BASSANO (IACOPO)

BASSANO (IACOPO) - Riposo nella fuga in Egitto - Milano, pinacoteca Ambrosiana.

(fot. Anderson)

di Bassano la luce, che accende bagliori dovunque batte, dà magnifico risalto alla veste rilucente della santa inginocchiata, alla croce d'oro del santo e ai paramenti del chierico disegnati da fili luminosi. Il tocco è sempre rapido, efficacissimo e plastico. Dice infatti il Boschini, parlando del disegno dei veneziani, che il maggior autore delle pitture a rilievo fu Iacopo B. con la S. Lucilla. È questa la plasticità veneziana del Tintoretto o del Veronese, ottenuta col colore e con la luce, plasticità interna al quadro e non scultorea a guisa di rilievo su fondo inerte.

FRANCESCO IL GIOVANE (n. a Bassano, nel genn. 1549, m. a Venezia il 3 luglio 1592), allievo e imitato del padre Iacopo, ebbe come sue caratteristiche la rapidità del tocco e lo sfavillare dei colori e delle luci.

Ricordiamo di lui Il buon Samaritano (Vienna, Hofmuseum); Dio indica la via della terra promessa (ivi); l'Ultima Cena (Madrid, Prado); il Viaggio degli Ebrei verso la terra promessa (Vienna, Hofmuseum); il Viaggio di Tobia con l'Angelo (Dresda, galleria di Stato), l'Adorazione dei Magi (Roma, galleria Borghese). Negli ultimi anni F. si mise sulle orme del Tintoretto a ricercare la plasticità e il movimento, ed ecco il Martirio di s. Caterina (Firenze, galleria Pitti), il Ratto delle Sabine (Torino, pinacoteca) e le pitture del soffitto nella sala del Maggior Consiglio (Venezia, palazzo ducale).

GIOVANNI BATTISTA (n. a Bassano nel marzo 1553, m. il 9 marzo 1613), secondo figlio di Iacopo, collaborò alla bottega paterna e dipinse nel 1598 la pala di Gallio ora nel museo di Bassano.

LEANDRO (n. a Bassano nel giugno 1557, m. a Venezia il 15 apr. 1622), come il fratello Francesco, derivò la sua pittura da quella paterna. Non troviamo

però in lui le doti coloristiche e luministiche di Francesco, ma durezza di tocco e pesantezza di forme.

Opere sue sono la Circoncisione (Rosà, chiesa parrocchiale), il Martirio di s. Lucia (Venezia, chiesa di S. Giorgio), L'epulone e Lazzaro (Vienna, Hofmuseum), l'Adorazione dei Magi (Borgo S. Sepolcro, galleria), la Resurrezione di Lazzaro (Venezia, accademia). Anch'egli, come il fratello, dipinse nel palazzo ducale di Venezia.

GIROLAMO (n. a Bassano nel giugno 1566, m. a Venezia l'8 nov. 1621), come il fratello Giovanni Battista, imitò grossolanamente le forme di Iacopo. È sua la Madonna e Santi nel museo di Bassano, opera pesante e artificiosa.

BIBL.: A. Venturi, Storia dell'arte italiana, IX, Milano 1929, pp. 1113-1331; W. Arslan, I B., Bologna 1931; S. Bettini, L'Arte di I. B., ivi 1933; A. Ghidiglia Quintavalle, Un I. B. inedito nella R. Galleria di Parma, in Crisopoli, 2 (1934), pp. 58-59; W. Arslan, Di alcuni dipinti di Fr. e L. Da Ponte, in Riv. del R. Ist. d'Arch. e Storia dell'arte, 5 (1935), pp. 78-89; id., Bassanesca, in Studi trentini, 2 (1936), pp. 100-15; B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, trad. ital. di E. Cecchi (Valori plastici), Milano 1936, pp. 47-54; V. Golzio, La pittura veneziana del Cinquecento, in Saggi e lezioni sull'arte sacra (Ist. Beato Angelico di Studi per l'Arte Sacra), Roma 1939, pp. 144-47; R. Longhi, Vistico per cinque secoli di pittura veneziana, Firenze 1946, pp. 26-29, 34, 65-66. Vincenzo Golzio
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“BASSANO (IACOPO).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 582. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bassano-iacopo.