BASSILISCO, usurpatore. - Cognato dell'imperatore d'Oriente, Leone I, console nel 465, fu a capo di alcune spedizioni militari tra le quali quella contro i Vandali (465), che finì con la distruzione della flotta imperiale. Intrighi di palazzo, favoriti dalla sorella Verina vedova di Leone I, lo portarono al trono imperiale il 9 genn. del 475; l'imperatore Zenone fuggì nella sua Isauria. B. divenne odioso al popolo sia per il suo modo di governare come per la sua politica religiosa nettamente favorevole al partito monofisita. È nota a tal riguardo la sua Enciclica, redatta assai abilmente da Paolo il Sofista, con cui condannava il Concilio di Calcedonia (451) e il Tono di Leone; questo documento doveva essere accettato sotto gravissime pene tanto dagli ecclesiastici che dai laici. Il patriarca costantinopolitano Acacio (v.) vi si oppose energicamente coadiuvato dal prestigio dello stilista Daniele e sostenuto dal favore popolare. B., sentendo vacillare il suo trono, cercò di rinnegare la sua politica religiosa con un'Anticniclica, ma inutilmente; l'imp. Zenone col favore di segreti maneggi rientrava a Costantinopoli nel sett. del 476. B. e la sua famiglia furono catturati e imprigionati in una fortezza della Cappadocia ove morirono di fame.
BASSILISCO, USURPATORE
BIBL.: Evagrio, Hist. ecc., III, 3-7 (testo dell'Enciclica e dell'Anticniclica); L. Duchesne, Hist. ancienne de l'Eglise, III, Parigi 1910, p. 487 sqq.; L. Bréhier, s. V. in DHG, VI, coll. 1237-1239; G. Bardy, in V. Fliche e A. Martin, Storia della Chiesa, vers. ital., IV, Torino (1941), p. 280 sqq.