BATTARIOFAGO. - La scoperta del b. è dovuta al batteriologo francese d'Hérelle, il quale nel 1917 descrisse nel filtrato fecale di convalescenti di disenteria bacillare, un quid capace di dissolvere le culture dei germi disentierici.
Qualora si filtri una cultura così liscata attraverso ad un filtro di porcellana capace di trattenere i batteri, il principio liscante passa nel filtrato, e se si aggiunge una piccola quantità di quest'ultimo ad una nuova cultura del medesimo germe, si riproduce in questa la lisi. Alternando così le filtrazioni ed i passaggi, è possibile trasmettere l'azione liscita da cultura a cultura, indefinitamente.
Successivamente principi litici di questa natura, attivi di fronte a numerose specie batteriche, furono scoperti, oltre che nelle feci dell'uomo e di molti animali, nell'acqua e nel terreno.
Sulla natura di questo principio, detto "b. b.", i pareri degli studiosi furono a lungo discordi. Il d'Hérelle sostenne strenuamente che si trattasse di un vero essere vivente, capace di riprodursi e di parassitare i batteri, dotato dei caratteri dei virus filtrabili. Altri studiosi, specialmente il Bordet e la sua scuola, considerarono invece il b. come un enzima, e quindi sprovvisto delle caratteristiche della materia vivente. Questa opinione che fino a pochi anni or sono era quella che godeva di maggior credito, è stata di recente demolita quando Ruska rivolse il microscopio elettronico allo studio del b. Con l'ausilio di questo potente strumento d'indagine egli poté constatare che lipotessia d'Hérelle è quella esatta e che il b. è veramente un essere organizzato, vivente, dotato delle proprietà dei virus filtrabili. Esso si presenta per lo più sotto forma di minutissimi granuli isolati, del diametro di 8-75 m/μ, più raramente come bastoncini o brevi cilindretti, oppure come due granuli appaiati provvisti di una o due minuscole ciglia. Questi minuti corpiccoli s'affollano intorno al batterio attaccato, che va rapidamente incontro a fenomeni di lisi e di disfacimento. Le modalità di riproduzione del b. sono ancora sconosciute.
Il b. come del resto la massima parte dei virus filtrabili, non è coltivabile su terreni artificiali, ma si sviluppa soltanto in presenza di batteri viventi. Mentre alcuni b. sono scarsamente specifici e riescono a lisare germi di più specie, la maggior parte di essi è invece strettamente specifica, e alle volte si dimostra capace di lisare soltanto una specie o anche una sola varietà batterica. Su questa proprietà si basano alcuni recenti metodi che si propongono di classificare germi molto simili tra di loro (ad es., le salmonelle) distinguendoli appunto in base alla loro diversa sensibilità di fronte ai diversi b.
Il b. sono stati impiegati anche in terapia, ma in genere con risultati non del tutto soddisfacenti, sia per la loro frequente eccessiva specificità, sia per il fatto che raramente riescono a lisare tutti gli individui batterici, e che quelli che sopravvivono danno origine ad una discendenza batteriofago-resistente. Il significato che i b. hanno nella guarigione spontanea delle malattie infettive e nell'eliminazione dei germi patogeni dalle acque e dal terreno, è diversamente valutata dai diversi studiosi.