BATTISTA (DETTO G. B. CORDINI, ED ANCHE IL GOBBO)

BATTISTA (detto G. B. Cordini, ed anche IL GOBBO). - Fratello del precedente, n. a Firenze nel 1496, m. a Roma nel 1552. Scarsissime notizie si hanno della sua vita e della sua attività artistica svoltasi all'ombra del maggiore fratello come soprintendente e misuratore delle fabbriche che egli progettava e dirigeva. Con il cugino Aristotele (v. sotto) collaborò alla costruzione della cupola di S. Eligio degli Orefici (1536). Rimane di lui anche una traduzione manoscritta del trattato di Vitruvio, già erroneamente attribuita al fratello.

BIBL.: anon., s. V. in Thieme-Becker, XXIX, p. 404; M. Zocca, Cupole del Rinasc. in Roma, in Atti del I Conv. di stor. dell'architett., Firenze 1939, pp. 99-106.

ARISTOTELE (detto BASTIANO). - Figlio di un'altra sorella di Giuliano e di Antonio il Vecchio, e di certo Lorenzo d'Antonio, n. e m. a Firenze (1481-1551). Fu dapprima pittore e, secondo il Vasari, allievo del Perugino; abbandonò ben presto quest'arte per dedicarsi alla scenografia, agli addobbi ed alle prospettive, generi nei quali venne molto apprezzato dai contemporanei. La sua attività architettonica è tuttora poco nota, sapendosi solo che - come per gli altri minori componenti della famiglia - si svolse nell'orbita del cugino Antonio il Giovane. Gli viene attribuita l'esecuzione del Palazzo Pandolfini in Firenze, dove avrebbe realizzato un disegno di Raffaello; è anche sicura la sua partecipazione al completamento della chiesa di S. Eligio degli Orefici in Roma. Ma, più che all'attività artistica, la notorietà di A. si deve ai numerosissimi disegni di fabbriche antiche o contemporanee da lui lasciatici e conservati negli Uffizi e nel Museo Wicar di Lilla, i quali costituiscono una fonte di eccezionale importanza per la storia dell'architettura.

BIBL.: anon., s. V. in Thieme-Becker, XXIX, p. 404; M. Zocca, op. cit.

FRANCESCO (F. GIAMBERTI detto anche IL MARGOTTA). - Figlio di Giuliano, n. e m. a Firenze (1494-1576). Operò soprattutto come scultore e medaglista, dimostrando temperamento studioso più che immaginoso e geniale nel gruppo della Madonna con il Bambino e s. Anna in Orsanmichele (1522), e nel rilievo del Transito della Vergine nella S. Casa di Loreto (1526), ove collaborò con il Tribolo. Nel monumento al vescovo Marzi nella S.ma Annunziata di Firenze, di poco più tardo, risentì l'influsso sansoviniano. A Montecassino eseguì la parte scultorea del monumento a Pietro de' Medici, di cui aveva dato il disegno il cugino Antonio il Giovane. Sua opera migliore è ritenuto il busto di Giovanni dalle Bande Nere, nel quale riesce a dare con semplicità di mezzi un senso di costruttiva fermezza. Come medaglista F., pur con scarsa eleganza, si distingue per ampiezza di impostazione. Quanto alla sua attività architettonica, è noto che successe a Baccio d'Agnolo come architetto di S. Maria del Fiore (1546) e che diede il disegno del campanile di S. Croce (1589), sostituito nel secolo scorso dall'attuale. - Vedi tavv. CXII-CXIII.

BIBL.: G. Vasari, Vite, cit., VII, p. 624; Venturi, IX, 1, pp. 243-59. Mario Zocca
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“BATTISTA (DETTO G. B. CORDINI, ED ANCHE IL GOBBO).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1047. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/battista-detto-g-b-cordini-ed-anche-il-gobbo.