ANTONIO IL GIOVANE (A. DETTO CORDINI)

ANTONIO IL GIOVANE (A. detto Cordini). - Nipote dei due precedenti (figlio di una sorella), n. a Firenze nel 1484, m. a Roma nel 1546. La sua formazione artistica e gli esordi della sua attività restano tuttora sconosciuti; verosimili appaiono i contatti con Bramante, nella cui corchia A. entrò indubbiamente ancor giovanissimo. La diretta ispirazione bramantesca si riconosce infatti nella sua prima opera, S. Maria di Loreto in Roma (1507), in cui si fondono genialmente elementi tratti dalle costruzioni termali classiche con altri tipicamente lombardi. Il medesimo schema è adottato in S. Maria Porta Paradisi (1520) in cui l'organismo architettonico si semplifica. Alla stessa forma a pianta centrale si riporta anche la tomba di Pietro de' Medici nell'abbazia di Montecassino (1531-32).

Con la costituzione del Ducato di Castro si aprì per A. un vastissimo campo di attività nel Lazio settentrionale, come architetto del Farnese, ma con la distruzione della capitale del Ducato scomparve il complesso architettonico da lui realizzato, uno dei maggiori del Rinascimento. Ci restano tra le altre sue opere la cosiddetta « Rocchina » nell'isola Bisentina e la strana chiesa di S. Maria di Montemoro presso Montefiascone; mentre la chiesa di S. Tolomeo a Nepi, che per la disposizione intermedia tra la pianta centrale e quella longitudinale avrebbe segnato il preludio al progetto per la Basilica Vaticana, trovò compimento in forma assai più modesta da altri. L'artista esplicò la propria operosità anche in opere minori, ma non meno significative: a Viterbo nella chiesa di S. Maria della Quercia per la quale diede il disegno del mirabile soffitto; a Roma nella cappella Cesi in S.

Maria della Pace (1524-29) e nella cappella del card. Alborense a S. Giacomo degli Spagnoli (oggi S. Cuore di Maria); a Foligno nella cappella del Santissimo (1516) del Duomo, di complessa pianta poligonale. La fama di esperto costruttore lo fece designare come il tecnico più indicato per problemi di consolidamento di particolare difficoltà, come nella basilica di Loreto (1526) e in S. Giovanni dei Fiorentini, dove venne chiamato da Clemente VII; per quest'ultima chiesa A. diede anche diversi disegni. Molto discussa e oggetto di vive critiche, a cominciare dal Vasari, è stata l'opera di A. nella Basilica Vaticana, svoltasi in due distinti periodi: il primo, assai breve, nel 1520 succedendo a Raffaello; il secondo dal 1537 alla morte. A quest'ultimo risale il famoso progetto, tradotto poi dal Labacco nel modello in legno tuttora conservato. Vastissima fu anche l'attività di A. nel campo dell'architettura civile e militare; basta ricordare: il cortile e la facciata principale (tranne il cornicione) del Palazzo Farnese, il Palazzo della Zecca in Via Banco di S. Spirito e il Palazzetto della Farnesina ai Baullari, la porta S. Spirito, tutte in Roma; la scomparsa Rocca Paolina a Perugia e la fortezza di Nepi. La critica moderna ha invece negato o messo in dubbio altre attribuzioni finora tradizionali, come il Palazzo Sacchetti, la chiesa di S. Spirito in Sassia a Roma (forse è del S. soltanto l'interno) ed i chiostri di Montecassino.

Come venne giustamente osservato A. nella sua vastissima produzione appare ineguale perché talora le eccessive preoccupazioni statiche si risolvono a detrimento della espressione artistica; la purezza di forme di S. Maria di Loreto non verrà più da lui raggiunta. Non-dimeno, anche per l'influsso esercitato sui contemporanei.

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SANGALLO, FAMIGLIA - Giovanni dalle Bande Nere. Busto in marmo di Francesco S. - Firenze, Museo nazionale.
(fot. Enzi)
egli ha lasciato un'impronta profonda nell'architettura cinquecentesca.

BIBL.: G. Vasari, Vite, cit., V, pp. 447-73; G. Giovanni, S. Tolomeo di Nepi, in Saggi sull'architett. del Rinasc., Milano 1935, pp. 109-20; id., Tra la cupola di Bramante e quella di Michelangelo, ibid., pp. 143-76; id., Lo stato civ. di A. da S. il G., in Paladio, 1 (1937), pp. 173-79; Venturi, XI, 1, pp. 516-682.
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“ANTONIO IL GIOVANE (A. DETTO CORDINI).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1046. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/antonio-il-giovane-a-detto-cordini.