BENEDETTO II, PAPA, santo. - Alla morte di s. Leone II (3 luglio 683) fu chiamato a succedergli B. romano; ma non fu consacrato che il 26 giugno 684, causa il ritardo della conferma da parte dell'imperatore d'Oriente. Per ovviare alle troppo lunghe vacanze delle Sede apostolica ottenne che l'imperatore rinunciasse alla conferma dell'eletto, e fosse incaricato della conferma l'esarca di Ravenna. Prova delle buone relazioni tra il Papa e l'imperatore Costantino IV Pogonato, è il fatto che questi volle che B. adottasse i suoi figli Giustiniano ed Eraclio e, seguendo l'uso del tempo, gl'inviò ciocche (mallones) dei loro capelli. Appena eletto B. confermò al notaio Pietro, in viaggio per la Spagna, l'incarico affidatogli da Leone II d'ottenere l'adesione dell'episcopato visigoto alle definizioni del Concilio ecumenico VI, Costantinopolitano III, del 680-81 che condannava il monotelismo. Adesione che fu data poi nel Concilio toletano XIV (nov. 684). Prima che questo si adunasse, Giuliano vescovo di Toledo affidò a Pietro la sua Apologia della fede, nella quale B. trovò delle espressioni troppo ardite. Quegli si giustificò con una seconda apologia, che B. non ebbe tempo di leggere e fu approvata dal XV Concilio nazionale di Toledo (maggio 688; cf. Denz-U, 294-95). Ancor prima della consacrazione B. era intervenuto in favore di Vilfrido, arcivescovo di York, deposto ingiustamente. Non riuscì ad ottenere la ritrattazione del monotelita Macario, patriarca di Antiochia,
deposto nel Concilio ecumenico VI. Restaurò le chiese di S. Pietro e S. Lorenzo in Lucina e abbelli S. Valentino sulla via Flaminia e S. Maria ad Martyres, l'antico Pantheon. Morì l'8 maggio 685 e fu sepolto in S. Pietro. La Chiesa lo venera il 7 maggio.