BENIVIENI, GIROLAMO

BENIVIENI, GIROLAMO. — Umanista e poeta,
n. a Firenze il 6 febbr. 1453, ivi m. nel 1542. Fu in
stretta amicizia con la famiglia Medici, col Poliziano,
col Ficino e specialmente con Pico della Mirandola,
accanto al quale riposa nella chiesa di S. Marco. Ebbe
vasta cultura e maestria nel verso, tanto da primeggiare
tra i poeti del tempo ed essere considerato da B.
Varchi come il secondo restauratore della poesia ita-
liana. Talvolta però sembra poco chiaro, a motivo
del denso insegnamento platonico che entra nelle sue
rime. Da quando passò al Savonarola, ispirò quasi
tutte le sue opere a soggetti religiosi e divenne il poeta
ufficiale delle manifestazioni savonaroliane.

Tra le sue composizioni ricordiamo il poemetto allegorico Amore sull'amore umano, la Canzone de lo amore celeste e
divino commentata da Pico, varie laudi e canzoni morali.

BIBL.: C. Re, G. B. fiorentino, Città di Castello 1906 (ec- cellente); A. Pellizzari, Un asceta del Rinascimento. La vita e le opere di G. B., in Dal Duecento all'Ottocento, Napoli 1914, pp. 258-60; V. Rossi, Il Quattrocento, 2a ed., Milano 1934, p. 281.