BERCEO, GONZALO de. - Sacerdote e poeta spagnolo, di cui si hanno poche notizie biografiche. N. a Berceo (diocesi di Calahorra) intorno al 1198, fu educato nel monastero benedettino di S. Millán, dove fu ordinato sacerdote e probabilmente rimase. In esso si conservarono a lungo i manoscritti delle sue opere, poi dispersi. I documenti che lo ricordano non vanno oltre il 1242, ma certo egli morì assai vecchio (1268?), perché tale si qualifica nella Vita de santa Oria, che è forse l'ultimo suo scritto.
G. de B. è considerato uno dei più insigni rappresentanti del «mester de clericia», scuola letteraria che intendeva contrapporre al sistema ametrico o catastico della poesia epica e di quella giullaresca l'uso della strofa tetrasica monorima di alessandrini («cuadernia via»). Poeta dotto dunque, anche perché nella semplicità della sua lingua (che pure è quel volgare «en qual suele el pueblo fablar à su vecino») si rivela il desiderio di uno stile vivo e ricercato, di un lessico ricco e vario. Il complesso delle sue opere (in totale 13.000 versi ca.), efficacemente definito «romancero de la Iglesia» si può dividere in tre triadi, la prima comprendente vite di santi (Domingo, Millán, Oria), la seconda riguardante la Vergine (Loores de Nuestra Señora, Milagros de Nuestra Señora, Duelo de la Virgen), la terza di assunto religioso vario (El martirio de Sant Laurencio, El sacrificio de la Misa, Los signos que aparecerán antes del Juicio). Emergono fra tutti questi scritti, per il loro particolare valore artistico, i Milagros de Nuestra Señora, che si credettero attinti ad un'opera consimile di Gautier de Coincy, ma che invece risalgono ad una comune fonte latina, identificata nel ms. Thott 128 della biblioteca di Copenaghen. Ma l'imitazione nulla toglie alla originalità e alla spontaneità del B. La sua fede, di un candore che può a volte sembrare eccessivo, è però sempre viva e profonda, tutta intenta a far rifulgere, nelle situazioni più diverse, la pietosa opera di Maria che scampa i suoi devoti dalle pene infernali, anche se talora indegni e peccatori sino all'ultima ora.
In questa atmosfera incantata e miracolosa il pio chierico spagnolo trova il suo più vero mondo spirituale e poetico. Così nella Vida del glorioso Confesor S. Domingo de Silos, rifacimento della Vita Beati Dominici del monaco Grimaldo, la seconda e la terza parte trattano dei miracoli in vita e in morte del Santo, mentre alla biografia è riservata solo la prima; il medesimo ordine è tenuto nella Estoria del Señor Sant Millán, derivante dalla Vita Aemilian di s. Braulio, vescovo di Saragozza. Altro tema preferito dell'arte del B. sono le descrizioni e le visioni demoniache e celestiali. Nelle due Vite già citate e nei Milagros abbondano scene varie e vivaci di cui sono protagonisti i diavoli; nella Vita di s. Oria poi (tratta da un racconto
di Munio, suo confessore nel monastero di S. Millán) si narra l'apparizione di tre sante, che invitano la giovinetta a salire in Cielo lungo un'alta colonna coronata di alberi e fiori; lassù ella può parlare con anime dei suoi conterranei, udire la voce di Gesù e vedere il seggio che le è riservato. Si può forse dire che questo racconto e il Duolo de la Virgen, in cui la Madonna narra la passione e la deposizione del Signore siano le opere dove meglio si rivela la sensibilità e l'emotività del poeta, mentre El Sacrificio de la Misa e Los signos que aparecerán..., hanno più che altro un carattere descrittivo ed esegetico; ai Loores de Nuestra Señora possiamo annettere soltanto un valore di esercitazione e di anticipazione rispetto alla poesia ben più alta e sentita dei Milagros.
Le opere sue furono stampate nel volume dedicato ai Poetas castellanos anteriores al siglo XV, nella Bibl. de aut. esp., 57 (Madrid 1864), pp. 59-146; recenti edizioni sono quelle dei Milagros, ed. Solalinde («Clás. Castellanos» [Madrid 1934]); di C.C. Marden (Veintirés Milagros [ivi 1929]), a cui si deve anche una di Cuatro poemas de G. de B. (ivi 1928); si aggiunga La Vida de santo Domingo (ed. Fitz-Gerald, Parigi 1904); El Sacrificio de la Misa (ed. Solalinde, Madrid 1913); il Martirio de sant Laurencio (Publ. of the mod. Lang. Assoc. [Baltimore 1930]).