BERBERI, RELIGIONE DEI

BERBERI, RELIGIONE dei. - Gli attuali B., sull'origine dei quali gli scienziati non sono d'accordo (origine asiatica secondo alcuni, africana o mista secondo altri), sono i discendenti di quelle stirpi libiche ben note agli antichi con il nome di Getuli, Libi, Numidi, ecc., che occuparono la vasta estensione di territorio che va dal Mediterraneo al Sudan, dall'Atlantico all'Egitto, senza riuscire mai durante tutta la loro storia a organizzarsi in grandi unità politiche. Nell'esame della loro religione è opportuno distinguere un periodo preislamico e un periodo islamico.

I. PERIODO PREISLAMICO

Il grande particolarismo, caratteristica dei B., si riflette anche sulla religione. Le singole tribù praticavano culti naturalistici di cui abbiamo notizie piuttosto scarse e frammentarie. Erodoto (IV, 188) parla di culto per il sole e la luna. Ibn Haldûn accenna a B. che ancora al tempo della conquista islamica adoravano il sole e la luna, mentre d'altra parte i Guanci delle isole Canarie, ora scomparsi, veneravano anch'essi, fino ad epoca relativamente recente, il sole. Questo culto sembra confermato da incisioni rupestri dove compare un ariete con il capo circondato da un disco: un influsso dell'Amôn-Râ' egiziano sembra probabile. Oltre al culto degli astri i documenti ci mostrano interessanti fenomeni di zoolatria. Corippo (VI sec.) parla di un Gurzil, nato dal dio Ammone e da una vacca, adorato dai Lagutan (abitanti l'attuale Tripolitania). Al-Bakri (XI sec.) menziona l'adorazione di arieti. Diodoro Siculo (XX, 58) accenna ad un paese «libico» dove le scimmie erano considerate sacre e abitavano insieme con gli uomini. Tracce di totemismo si scorgono nella

leggendaria alleanza, di cui parla Eliano (Nat. Anim., I, 57), degli Psilli (popolo della Sirte) con le vipere cornute (κεράσται), il cui veleno non avrebbe avuto potere su di loro. Anche diffuso deve essere stato il culto di pietre e specialmente di grotte (presente ancora oggi) e montagne (in particolare l'Atlante). Diffuse le pratiche magiche: di riti per provocare la pioggia, tuttora in uso, parlano gli autori classici. Interessante il cenno di Erodoto (IV, 172) al costume dei Nasamoni che si recavano a dormire sulle tombe dei loro antenati dopo aver pregato, e si conformavano poi a quello che avevano visto in sogno (una usanza simile è documentata presso gli attuali Tuareg del Sahara e altrove). Anche le attuali credenze in geni e in folletti hanno in parte origini antichissime. Scarse le notizie sui riti. Erodoto (XIV, 188) parla di sacrifici che sarebbero stati fatti esclusivamente al sole e alla luna: prima dell'uccisione della vittima le si tagliava un pezzo d'orecchio gettandolo in aria. I rivieraschi del lago Tritonis (Tunisia centrale) celebravano, secondo lo stesso autore, una festa annuale in onore di Atena (dea indigena identificata con l'Atena greca) durante la quale, dopo una lotta spesso cruenta tra fanciulle, una di esse era portata in processione su di un carro. A gesti rituali sembrano accennare anche delle incisioni rupestri che mostrano persone con braccia alzate, travestite da animali, ecc. Alcune grotte servivano forse da tempio.

Notevoli furono gli influssi delle religioni punica e romana su quella indigena: in alcuni casi riesce difficile decidere se si tratti di divinità indigene assimilate a straniere o viceversa.

Molto diffuso fra i B. fu il giudaismo: molti degli attuali Ebrei dell'Africa settentrionale discendono da Ebrei preislamici.

Sulla primissima predicazione del cristianesimo fra i B. mancano notizie precise: in ogni modo la nuova religione deve essere stato ottimo pretesto anti-romano per questo popolo così amante dell'indipendenza. La Chiesa d'Africa entra nella storia nel 180 con i martiri di Scilli e di Madaura. Mentre sono probabilmente spurie le tradizioni riguardanti una origine apostolica del cristianesimo africano, sembra certo che esso sia penetrato in Africa attraverso Cartagine e che quei primi cristiani siano stati sempre in ottimi rapporti con Roma. Specialmente fra la popolazione b. furono reclutati i militanti donatisti (v. DONATISMO) circoncellioni (v.): sotto questi movimenti ereticali si celarono tendenze di carattere sociale o nazionale. Dinastie di principi cristiani b. esistettero nell'Algeria occidentale. Con l'invasione islamica (VII sec. d. C.) il cristianesimo africano non fu totalmente distrutto: ancora nel 1076 esistevano in Africa due vescovi.

II. PERIODO ISLAMICO

Anche dopo la conquista islamica il nazionalismo b. trovò modo di appoggiare movimenti ereticali: significativo il fatto che forti nuclei b. abbracciarono eresie anche diametralmente opposte fra loro come il democratico ḥarīgismo e il legittimistico al'ismo. Il movimento almohade (1121 d. C.) distrusse, insieme agli ultimi resti di cristianesimo, quasi ogni traccia di eresia islamica: attualmente i B. sono sunniti di rito mālikīra salvo alcuni nuclei di ḥarīgiti ibāditi nel Mzāb, nel Ġebel Nefūṣah e nella Ġerba.

Su terreno b. sono nati due interessanti tentativi di riforma religiosa, quello di Ṣāliḥ ibn Ṭarīf (VIII sec. d. C.) e quello di Ḥāmim al-Muṭṭarī (X sec. d. C.). Solo il primo sembra presentare qualche divergenza dogmatica dal-

l'Islām: molte sono invece in ambedue le differenze rituali (abolizione di certe preghiere, mutamento del periodo di digiuno, abolizione di certe proibizioni alimentati, recitazione delle preghiere in b. invece che in arabo, ecc.). Ambedue i riformatori scrissero un loro libro sacro in b. Interessante la proibizione delle uova, comune ad ambedue le religioni, e che è ancora praticata in una tribù di Tuareg. La religione di Ṣāliḥ ibn Ṭarīf, che si sviluppò pienamente solo molto tempo dopo la sua morte, fu annientata con l'imporsi della dinastia almohade nel 1148, l'altra finì con il suo fondatore nel 931 o 941.

BIBL.: Si veda per un'ampia bibl. R. Basset, Berberes and North-Africa, in Hastings' Encyclopaedia of Religion and Ethics, II, pp. 506-19. - Per un orientamento generale sui B. si veda Ibn Ḥaldūn-De Slane, Histoire des Berbères, Algeri 1852-63; al-Bakrī, Description de l'Afrique Septentrionale, ivi 1857 (la principale fonte per la conoscenza dei due tentativi di riforma religiosa); R. Basset, Recherches sur la religion des Berbères, Parigi 1910; S. Gsell, Histoire ancienne de l'Afrique du Nord, I, Parigi 1913; id., Hérodote (Textes relatifs à l'histoire de l'Afrique du Nord), I, Algeri 1915; F. Bequinot, Chi sono i B.?, in Oriente moderno, I (1921), pp. 4-5. - Per la storia del cristianesimo nell'Africa settentrionale cf. H. Leclercq, L'Afrique chrétienne, Parigi 1904. - Per le credenze religiose del popolo dei Guanci delle Canarie, V. B. Webb-S. Berthelot, Histoire naturelle des îles Canaries, Parigi 1842. Alessandro Bassani
Cite this article

“BERBERI, RELIGIONE DEI.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 795. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/berberi-religione-dei.