BENNONE, VESCOVO DI MEISSEN, SANTO

BENNONE, vescovo di MEISSEN, santo. - Di famiglia comitale sassone, fratello del conte Cristoforo, era canonico a Goslar allorché fu nominato da Enrico IV, nel 1066, vescovo di Meissen. Praticava, in solitamente tra i prelati germanici, la povertà evangelica. Nella lotta scatenata tra l'imperatore e i Sasoni, fu dalla parte dei suoi conterranei: il che lo espose, dopo avvenuta la pace, alle rappresaglie di Enrico. Il fermo atteggiamento della Chiesa, ormai avviata alle decisioni estreme per combattere l'interferenza laica, obbligò Enrico, all'indomani della scomunica, a richiamare i vescovi esiliati e tra essi B.

L'atteggiamento del vescovo fu, a sua volta, deciso: nel 1078, alla dieta di Forchheim, fu tra i sette vescovi sassoni che elessero, contro Enrico, Rodolfo di Svevia, e alla morte di questo, Ermanno di Salm. Negli anni successivi fu tra i più fervidi campioni del partito pontificale e della Chiesa riformatrice. L'assemblea di Magonza del maggio 1085 lo colpiva, insieme agli altri avversari della politica enriciana, dimenticando ed esiliandolo dalla sua sede. Ma poi la tendenza conciliatrice prevalse nell'animo di B.: questa tendenza e la crisi della Chiesa alla morte di Gregorio VII, e forse il desiderio di ritornare alla sua Meissen, frattanto occupata dal vescovo imperiale Felice, lo piegarono a venire in Italia e a sottomettersi all'antipapa Guiberto, che lo fece riaccogliere nella grazia dell'imperatore. Restituito alla sua sede, diede opera, anche di pensiero, alla conciliazione delle due tesi con il trattato De unitate Ecclesiae conservanda. Nel 1097 tuttavia egli riconobbe Urbano II per vero Pontefice. Ma da allora le fonti tacciono di lui: si può solo supporre ch'egli morisse alcuni anni dopo, tra il 1105 e il 1107.

Il culto di B. sorse tardivamente, in occasione della ristrutturazione della cattedrale di Meissen. Sul finire del Quattrocento il clero locale si fece patrocinatore della sua canonizzazione: e il 31 maggio 1523 Adriano VI lo canonizzò solennemente e ne fissò la festa alla supposta data della sua morte, 16 giugno (1106). L'anno dopo, in occasione d'una nuova traslazione, Martin Lutero, stimando che il nuovo Santo non avesse dato in vita prova di eroismo nella fede e che l'ambiente sassone e l'interesse del clero di Meissen avessero influito sul processo, non si lasciava sfuggire l'occasione per scagliarsi in un opuscolo contro tale forma della tanto deprecata mondanità della Chiesa (Vidder den neuen Abgott und alten Teufel, der zu Meissen sol erloben werden [in M. Luthers Werke, XV, Weimar 1899], pp. 170-98). Gerolamo Enser, il quale di B. aveva dal 1512 pubblicato una Vita (che rimane la fonte più ampia per la conoscenza del vescovo, nonostante il suo carattere leggendario), replicò a Lutero con una Anticurt affus das lesterliche Buch wider Bischoff Benno zu Meissen, pubblicata a Dresda lo stesso 1524. Altri protestanti e cattolici fecero eco alla polemica. La quale si riverberò anche sulla vicenda delle spoglie del vescovo: l'introduzione della Riforma nel ducato di Sassonia provocò la distruzione dell'altare e della tomba del Santo, ma il vescovo Giovanni VIII di Meissen riuscì a portare le reliquie nel suo castello di Stolp. Ivi furono trattenute ben poco: trasportate a Wurzen, poi a Monaco, v'ebbero alfine pace, dopo il 1580, nella Cattedrale. B. è tuttora venerato dai cattolici di Meissen e della intera Baviera come il loro santo patrono.

BIBL.: Per una notizia più compiuta delle fonti, cfr. Acta SS. Iunii, III, Anversa 1701, pp. 146-231; Potthast, II, Lipsia 1866, p. 1294; O. Langer, Kritik der Quellen zur Gesch. des hl. Benno, in Mitt. d. Vereins für Gesch. der Stadt Meissen, I, 3 (1884, fasc. III), pp. 70-95; R. Döbner, Aktenstücke zur Gesch. der Vita Bennonis Minsensis, in N. Archiv für sächsische Gesch., 7 (1886), pp. 131-44. - Su Bennone: E. Machatschek, Geschichte der Bischöfe des Hochstiftes Meissen, Dresda 1884, pp. 65-94; O. Lander, Bischöfe Benno von Meissen, in Mitt. d. Vereins für Gesch. Stadt Meissen, I (1886, v), pp. 1-38; II (1888, II), pp. 99-144; K. P. Will, Sankt Benno, Bischöf V. MISENO, Dresda 1887; K. Klein, Der heilige Benno, Bischöf von Meissen, Monaco 1904; J. P. Kirsch, Beiträge z. Gesch. d. hl. Benno, ivi 1904; A. Hauck, Kirchengesch. Deutschland, III, Lipsia 1906, pp. 841-50. - Il trattato di Bennone, De unitate Ecclesiae conservanda, è pubblicato nella raccolta dei Libelli de lite imperatorum et pontificum, in MGH, II, Hannover 1893, p. 244 sqq. Pier Fausto Palumbo