BERENGAUDO

BERENGAUDO. - Autore di un importante commento latino all'Apoc.: Expositio super septem visiones libri Apocalypsis (PL 17, 765-970).

Il suo primo editore, Cuthbert Tunstall, vescovo di Durham (Inghilterra), lo attribuì a s. Ambrogio, tra le cui opere lo inserì (Parigi 1548). Eppure l'Expositio non solo cita s. Agostino, s. Girolamo, s. Gregorio M. e lo stesso s. Ambrogio, ma svela il nome dell'autore all'inizio dell'epilogo (omesso, come i nomi dei Padri, nell'edizione di Tunstall): « Quisquis nomen auctoris scire desideras, litteras expositionum in capitibus septem Visionum primas attende [=BRNGVDS]. Numerus quatuor vocalium quae desunt, si graecas posueris, est LXXXI [2220] ». Onde Bérengando. Il cod. lat. 2467 (sec. XII) della biblioteca Nazionale di Parigi ha l'annotazione originaria dell'amanuense: « Auctor huius libri Bérengandus appellatur ».

I padri Maurini, poi R. Ceillier, identificarono B. col benedettino B. dell'abbazia di Ferrières che il suo abate Lupo inviò nell'859 a studiare a St-Germain d'Auxerre (PL 119, 592 e 597). B. conosce infatti e cita la regola benedettina, maneggia bene il latino come i suoi maestri Lupo di Ferrières e Heiric d'Auxerre, menziona la scomparsa del regno longobardo (PL 17,914), stigmatizza l'avarizia degli arcidiaconi (ibid. 17,919) come i concili del sec. IX. Pochi (E. Dupin, P. Rangeard) lo identificarono con B. diacono di Angers (ca. 1040).

B. divide tutta l'Apoc., come s. Beda e A. Autperto, in 7 visioni; è originale e accurato nell'esporre il senso teologico (non si induga sul senso letterale del simboli) misto allo spirituale-parentico. Dionisio il Certosino, Bossuet nella prefazione alla sua Apocalypse, lo lodano molto; Bossuet lo segue nello spiegare Apoc. 17,7-18. Come s. Beda, B. ravvisa la situazione della Chiesa nelle varie epoche, non predizioni di fatti singoli; nelle 7 chiese (capp. 1-3) « una Ecclesia catholica designatur » (PL 17, 771 sg., 796). Babilonia, che in un dato momento storico raffigura « Romam specialiter », è « civitas diaboli, i. e. omnis multitudo reproborum » (PL 17, 916.918). Pone la « recapitulatio » tra i 7 sigilli, le 7 trombe e le 7 coppe: rappresentano le epoche del mondo, da Adamo alla chiesa cattolica. La « donna » di 12,1 è la Chiesa, « Caput Ecclesiae Christus est, 12 vero stellae 12 sunt apostoli » (PL 17, 881); le « teste » della Bestia sono tutti i reprobi, l'Anticristo sarà la 7ª e comparirà alla 7ª epoca (PL 17, 887-94). Il commento ascetico-mistico è ricco di bei spunti: i 7 doni dello Spirito Santo (ibid. 799-804), preghiera e santità (ibid. 807 sg.), i « 7 vitia principalia » (ibid. 887 sg.), il n. 24 (ibid. 806), le 12 gemme (ibid. 952-56).

BIBL.: E. Dupin, Table universelle des auteurs ecclésiastiques, III, Parigi 1704, p. 222 sg.; P. Maurini, Histoire littéraire de la France, V, ivi 1740, p. 653 sg.; R. Ceillier, Histoire générale des auteurs sacrés et ecclés., XIX, ivi 1754, p. 397 sg.; P. Rangeard, Histoire de l'Université d'Angers (11e-15e serie), I, Angers 1877, pp. 28-30; E. Levesque, B., in DB, I (1891), col. 1610 sg.; E.-B. Allo, St Jean: L'Apocalypse, 3e ed., Parigi 1933, p. CCXLVII; E. de Moreau, B., in DHG, IX (1934), col. 358 sg. (giudica molto dubbia l'identificazione invalsa).

Antonino Romeo

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“BERENGAUDO.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 801. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/berengaudo.