BERENGOZ di TREVRI. - Abate benedettino di S. Massimino, di cui si rese benemerito rivendicando da Enrico V vari diritti e possedimenti, m. verso il 1125. Si distinse quale letterato lasciando oltre a 5 *Sermones*.
(panegirici per la festa di martiri, confessori, della dedica e delle reliquie) due opere: *De laude et inven- tione sanctae crucis libri 3; De mysterio ligni dominici et de luce visibili et invisibili per quam antiqui patres olim meruerunt illustrari* (PL 160, 935-1036). Questa esalta il Cristo, «lux vera» sin dagli albori del genere umano, nel Vecchio e Nuovo Testamento; lumeggia pure un tema, allora di grande attualità: relazioni armoniche tra sacerdozio ed impero, possibili nel Rex-Sacerdozio Cristo. La prima espone 3 figure della Croce (Giuseppe, Isacco, Mosè), la sua invenzione ed efficacia, nella vita di S. Elena «Treviarum quondam indigena civitatis» (ibid. 953) e di Costantino.