BERETTA. - I. B. ECCLESIASTICA. - È un copricapo per il clero, originato dalla necessità di proteggersi contro il freddo durante l'ufficio corale e le processioni all'aria aperta. Attestato già nel sec. X, originariamente non era che un semplice berretto, chiamato pileus, e, dal sec. XIV, B. per poterlo usare con più facilità, il pileus fu munito di pieghe ricucite, che, con l'andare del tempo diedero luogo alla forma attuale di b. con i suoi canti o spicchi (cornua, apices) in numero di 4 per i laureati, 3 nell'uso ecclesiastico comune. Il colore della b. è rosso per i cardinali, violaceo per i vescovi, nero per tutti gli altri. La consegna della b. è simbolo della investitura di un beneficio. La b. copre la testa, quando si tratta di compiere un atto ufficiale o giurisdizionale. Le rubriche prescrivono di scoprirsi il capo come segno di reverenza verso Dio o verso superiori, ed inoltre durante una preghiera propriamente detta che si recita in ginocchio o in piedi.
II. B. CARDINALIZIA. - È di forma quasi uguale alle altre b. del clero, ma è di colore rosso senza fiocco.
Il pontefice Pio IV ne concesse il privilegio ai cardinali nel 1564, facendo eccezione per i cardinali religiosi che continuarono ad usarla nera fino al 1591, quando Gregorio XIV creò cardinali i domenicani Michele Bonelli e Girolamo Bernieri, il conventuale Costantino Sarmani e l'agostiniano Gregorio Petrochino. Secondo la prassi vigente, i nuovi cardinali, che risiedono in Roma, ricevono
dopo il concistoro segreto nel quale sono stati creati, una comunicazione con la quale si indica il giorno e l'ora in cui il Papa imporrà loro la b. rossa nel Palazzo Apostolico. Se i nuovi cardinali appartengono a Stati cattolici in relazione ufficiale con la S. Sede, il capo di questo Stato, purché sia di religione cattolica, impone ai nuovi eletti la b. rossa che LEGATO (v.) apostolico.