BERQUIN, LOUIS DE

BERQUIN, Louis de. - Nobile dell'Artois, n. a Passy, presso Parigi il 1499, m. il 1529. La sua defezione dal cattolicesimo al protestantesimo fu dovuta ad un suo ripicco con il professore della Sorbona Guillaume Du Chêne. Volle quindi leggere indiscriminatamente tutto, ma ne subì ben presto le conseguenze; ché una perquisizione del Parlamento contro i detentori di libri luterani, lo colse in fra

grante ed il 1° ag. 1523 fu imprigionato alla Concierge. Questa volta lo salvò dal relativo processo la reggente Luisa di Savoia.

Pur non datosi vinto, B. tradusse l'Enchiridion militis christiani di Erasmo, però rafforzandolo con tinta luterana, tanto che lo stesso Erasmo non seppe fare buon viso a quel cattivo gioco e lo pregò di non ingerirsi più nelle sue faccende letterarie, facendogli anche degli oscuri pronostici. Sta di fatto che il 10 genn. 1526, d'ordine del Parlamento, B. ritornò in carcere e la sua biblioteca di Rambures venne perquisita. La sua colpevolezza ed ostinazione risultò di nuovo in pieno; se non che questa volta, per intervento del Re, appena reduce dalla prigionia di Spagna, B. fu rimesso in libertà, anzi posto a servizio presso la regina Margherita di Navarra, essa pure di sensi protestanteggianti. Per la terza volta in lotta, sempre per polemiche anticattoliche, il carcere lo riebbe nel marzo 1529. Una sua lettera ha adesso aggravato la sua posizione come pure il suo rifiuto d'ascoltare dei consigli di ravvedimento da parte di Guglielmo Budé. Gli avvenimenti presero allora una brutta piega e la stessa precipitosa procedura giudiziaria, rivela ch'egli deve avere avuto degli avversari ben formidabili se, il 16 apr. di quello stesso 1529, venne condannato a fare ammenda dei suoi errori nella cattedrale di Notre-Dame ed al carcere perpetuo, e l'indomani - prima che il re, al quale egli aveva rivolto domanda di grazia, facesse ritorno alla capitale da Blois - egli fu strangolato e bruciato in Place-de-Grève. Dopo lo scardinassatore Jean Leclercd di Meaux (1524) B. figura primo tra gli eretici condannati in Francia a sentenza capitale. La sua traduzione d'Erasmo ebbe subito ristampe (Anversa 1529 e Lionc 1542) e la sua apostasia diede alla cattolica Francia l'allarme contro l'infiltrazione luterana.

Bibl.: R. Rolland, Le dernier procès de B., in Mélanges d'archéol. et d'hist. de l'Ecole Franc. de Rome, 12 (1892), pp. 313-25; G. Bonnet-Maury, s. V. in Realenc. für protest. Theolog. und Kirche, II, 3° ed. (1897), nn. 643-45. J. Vienot, Histoire de la Réforme française des origines à l'édit de Nantes, Parigi 1926, passim. Piero Chinnelli