BEROSSO

BEROSSO. - Sacerdote di Bel (Marduk) al tempio babilonese É-sag-ila, n. ca. 340, m. a Coo, pare, ove già vecchio si recò (secondo Vitruvio, De architectura, IX, 7-8; cf. Plinio, Hist. nat., VII, 37; Plutarco, De plac. phil., II, 29) ad insegnare l'astrologia (ca. 260 a. C.). La forma greca βησσοσς (meglio che βησσοσς) sembra corrispondere al nome accadico Bel-υσυ-σιυ (Bel, proteggilo). Scrisse in greco un'ampia storia di Babilonia (βαβυλωνιαζα) in 3 libri, che dedicò nel 275 al re Antioco I (v.). Soter (280-261), restauratore munifico dell'É-sag-ila.

Il 1. I esponova la cosmogonia, con spiegazioni allegoriche e riferimenti di scienza naturale, specialmente astronomica. Il 11. II e III trattavano dei 10 re «anteriori al grande diluvio», per un periodo di 12 anni o 432.000 anni, del diluvio, dei re (ca. 200) succedutisi fino a'Alessandro Magno durante 10 anni o 36.000 anni. B. utilizzò fonti cuneiformi, di contenuto in parte diverso da quello dei testi oggi noti, cui aggiunge altri elementi mitici. L'opera, in cattivo greco, non destò molto interesse tra i dotti e letterati del tempo; ma fu assai utilizzata dai Giudei ellenisti, che vi attinsero testimonianze per dimostrare ai pagani la storicità delle narrazioni bibliche intorno alla creazione, ai patriarchi, al diluvio. Ce ne rimangono frammenti nelle opere di Fl. Giuseppe, Eusebio, Giorgio Sincello, che citano di seconda o terza mano da Posidonio, Alessandro Poliitore, Apollodoro, Abideno, Giuba re di Mauritania. Imitando il concorso di giudeo-alessandrini, Fl. Giuseppe allega B. per confermare l'autorità della Bibbia sul diluvio in C. Apion., I, 19 e in Antig. Ind., I, 3, 6, su Abramo (Ant. Ind., I, 3, 9 e 7, 2), sugli ultimi re di Babilonia (ibid., X, 1, 4; 2, 2; 11, 1; C. Apion., I, 20). L'interessante racconto di B. del diluvio, il cui eroe è Xisuthros (Σισυθροσ), βησσοσς = Zi-ud-συ-σιυ (meglio di ζυ-συ-σιυ) (e meglio ζυ-συ-σιυ = Ubaratutu), fu conservato da Eusebio, Chronic., I (ed. A. Schöne, Berlino 1875, coll. 11-24; cf. ed. di J. Karst, Lipsia 1911, pp. 10-12) che lo prese da Aless. Poliitore. B. fu detto padre della Sibilla babilonese (Pausania, X, 22, 5; Cohort. ad Graecos, 30; Suda, Lexicon, s. v.), forse per alcune analogie con gli oracoli di questa. Parlano anche di B. Tertulliano, Apol., 19; s. Girolamo, In Dan. 5, 1; Cassiodoro.

Bibl.: I frammenti sono editi in C. Müller, Fragments historiorum graecorum, II, Parigi 1849, pp. 495-510, e P. Schnabel (v. sotto), pp. 250-75. - M.-J. Lagrange, La cosmogonie de Bérone, in Pauly-Wissowa, Realencycl., III (1899), coll. 309-16; C. F. Lehmann-Haupt, Berossos' Chronologie und die heilischrömliche Neufunde, in Klio, 8 (1908), pp. 227-51; 10 (1910), pp. 476-94; 16 (1919), pp. 178-86; 23 (1928), pp. 125-60; A. Miéli, Le seule ionica pythagorica ed eleata, Roma-Firenze 1916, pp. 17 sq., 39 (cronologia e astronomia); P. Schnabel, Berossos und die babilonische hellenistische Literatur, Lipsia 1923 (opera fondamentale); J. Plessis, Babylone et la Bible, in DBs, I (1928), coll. [713-852], 716 sq., 722-26, 748-64; H. St. J. Thackeray, Josephus with an english translation, IV, Londra 1930, pp. 44 sq., 51; Th. Reinach, Fl. Josephé: Contre Apion, Parigi 1930, pp. XXVI sq., XXXVI sq., 25-30; P. Dohme, Le déluge babylonien, in Revue Bibl., 39 (1930), pp. [481-502], 499-502; P. F. Ceuppens, De historia primaeva (Gen. 1-11), Roma 1934, pp. 81-83, 314-16; G. Perin, Onomasticon, in Lex. totius latin., V, Padova 1940, p. 259; F. Cornelius, Berossos und die altorientalische Chronologie, in Klio, 35 (1942), pp. 1-16.