BERSUIRE (Bressuire), Pietro. - Benedetto, n. a St.-Pierre du Chemin verso la fine del sesto, in a. a Parigi nel 1362. Entrò giovane nell'Ordine franciscano, ma lo lasciò per passare tra i Benedetti in S. Salvatore. Nel 1332 fu nominato abbate di Fosse de Tigné e nel 1336 trasferito all'abbazia di Broyes-le-Châtel. Recatosi alla corte dei Papi in Avignone, fu tra i familiari del card. Pietro Deprès al quale dedicò le sue due opere principali e conobbe anche il Petrarca, che lo stimava per la sua dottrina e pietà. Per opera dello stesso cardinale nel 1343 ebbe l'abbazia di Nostra Signora di Clisson e nel 1349 quella di Coulombs. Dimorò tuttavia a Parigi dove frequentava i corsi universitari e nel 1350 fu rinchiuso nel carcere vescovile a causa del suo carattere indipendente e delle critiche da lui mosse alle autorità ecclesiastiche. Liberato per intervento dell'università, divenne segretario di re Giovanni di Francia. Nel 1354 ebbe il priorato di St-Eloi di Parigi dove finì i suoi giorni. Scrisse alcune opere molto apprezzate tra cui il Reductarium morale (1340) e il Repertorium morale (1359) dedicati ambedue al card. Deprès; tradusse e commentò per primo le Metamorfosi di Ovidio.
dotto, secondo il carattere dei tempi e le necessità politiche. Nel primo intento prestò valido aiuto agli sforzi di Ludovico II, che accolse più volte splendida mente a Montecassino con l'imperatrice Angelberga, come pure vi accolse in convegno il papa Adriano II e il re Lotario. Propone una federazione fra i vari nuclei politici del mezzogiorno d'Italia. Per divergenza di apprezzamenti politici, probabilmente nei riguardi del ducato napoletano e di qualche atto di Adriano II, B. venne a trovarsi talora in contrasto con Giovanni VIII. Da lui però ottenne un ampio diploma di esenzione che costituì quasi il coronamento dell'altra sua mira: la vasta opera di riordinamento, di cui furono esponenti le imponenti fortificazioni e le larghe bonifiche che culminarono nella fondazione, ai piedi del monte, della nuova città, Eulogimenopoli, la odierna Cassino. Ma le forze avverse finirono per prevalere e travolgere B. con l'opera sua. Dopo aver distrutto il 4 sett. 883 il monastero superiore, i Saraceni si abbatterono su quello di S. Salvatore ai piedi del monte, ove trucidarono B. con molti monaci (22 ott. 883).
B. «fu un uomo completo». All'opera sua politica e organizzatrice andò infatti congiunta una notevole attività artistica e culturale. Edifici, pitture, trascrizioni di codici dalle rilegature ornate di oro e pietre preziose, sono a lui attribuite dalle fonti storiche. E, mentre non esitava a scendere personalmente in campo contro i nemici del nome cristiano, si occupava di medicina, di grammatica, di versi, lasciando opere in parte giunte sino a noi.
Bru.: Per la vita bisogna tener presente gli storici dell'Ordine benedettino e, in particolar modo, di Montecassino; tra questi ultimi ricordiamo uno dei più recenti: G. Falco, *Lives in the Storia Cassinese*, in *Cassinese*, II, Montecassino 1929, pp. 97-114; gli *Acta SS. Octobris*, IX, Bruxelles 1858, p. 663 seg. danno una *Vita che è complicazione tardiva e non scientifica* di D. Ignazio da Praga (sec. xv): E. Carusi, *Il «Memoratorium» dell'abate Bertario*, in *Cassinese*, I, Montecassino 1929, pp. 457-548; L. Bovio, *Dissertatio apologetica*, Napoli 1805. - Per le edizioni delle opere di B.: PL 126, 975-90; *Bibliotheca Casinensis*, II, Montecassino 1875, p. 464; III, 1877, p. 253; IV, 1880, p. 28; L. Traube, in *MGH, Poetae latini Aevi carolini*, III, pp. 380-402; M. Maniutus, *Geschichte der lat. Literatur des Mittelalters*, I, Monaco 1911, pp. 608-609; M. Inguanze, *Codices Cassiniani manuscriptorum Catalogus*, Montecassino 1915 seg. (v. indice).