BEZETHA (ΒΗΖΑΘΑ, ΒΗΖΕΘΑ, ΒΕΣΑΘΗ)

BEZETHA (βηζαθα, βηζεθα, βεσαθη). - Il più alto dei 4 colli di Gerusalemme ricordati da Flavio Giuseppe (Bell. Iud., II, 11, 6; 15, 5; 19, 4; V, 4, 2; 5, 8; 6, 2; Antiq. Iud., XIX, 7, 2), che incominciava dal profondo fossato dell'Antonia e si estendeva a nord della città fuori del secondo muro. Al tempo di Erode Agrippa vi era sorta la nuova città (Kainopolis: V, 2, 12),

che Flavio Giuseppe (Bell. Iud., II, 19, 4) distingue dal B., ma altrove identifica. È incerto se il mercato delle travi appartenesse al B. (ibid., loc. cit.).

Agrippa incominciò a recingere il B. di un muro con torri di proporzioni e struttura meravigliose, che comunemente si identificava con l'attuale, che passa per la porta di Damasco. Gli archeologi moderni però l'identificano coi ruderi del muro scoperto nel 1925 a 400-500 m. più a nord, che solo i padri Vincent e Barrois, aderendo all'opinione tradizionale, attribuiscono al tempo di Bar-Kökhēbhāh (132-35). Durante la guerra del 70 il B. fu dato alle fiamme da Cestio Gallo, poi espugnato e distrutto

da Tito che vi fece passare il muro di circonvallazione.

Il nome B. da Flavio Giuseppe e da Heidet è interpretato «città nuova», da altri «casa dell'ulivo» o «dell'oliveto» (Bēth-zajith); ma con più probabilità deriva da besa' «fenditura, spaccatura», cioè il quartiere della roccia tagliata, con riferimento al fossato dell'Antonia, V. BETHSAIDA.

BIBL.: A. Legendre, in DB, I, col. 1794; L. Fonck, Jerusalem, Roma 1911, p. 25; U. Holzmeister, Historia aetatis N. T., 2ª ed., ivi 1938, p. 126 sgg. Bonaventura Mariani
Cite this article

“BEZETHA (ΒΗΖΑΘΑ, ΒΗΖΕΘΑ, ΒΕΣΑΘΗ).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 889. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bezetha-bezatha-bezetha-besathe.