BIANCHI, FRANCESCO SAVERIO MARIA, BEATO

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BIANCHI, FRANCESCO SAVERIO MARIA, beato. – Barnabita, n. ad Arpino il 2 dic. 1743 e m. il 31 genn. 1815 a Napoli, dove è sepolto nella chiesa di S. Giuseppe a Pontecorvo. Fu per molti anni superiore di S. Maria a Portanova di Napoli (1767-85); la lunga dimora in quel collegio, anche dopo la soppressione del 7 ag. 1809, assieme alle opere di carità e ai frequenti miracoli (tra i quali famoso l'arresto della lava del Vesuvio), lo fecero il santo popolare di quel quartiere. Dal 1804 fu immobilizzato da un misterioso ed acerbo male alle gambe: la sua cella divenne allora luogo di convegno di persone di ogni classe, tra cui l'esule Carlo Emanuele IV con la consorte Maria Clotilde di Savoia. Per 17 anni diresse nello spirito s. Maria Francesca delle Cinque Piaghe (v.).

Caratteristiche della sua spiritualità sono la devozione eucaristica e una piacevole giocondità che facevano dire alla stessa santa: «Due Filippi abbiamo: uno nero e uno bianco». Fornito di vasta cultura teologica, letteraria e scientifica, fu nominato professore straordinario di teologia all'Università di Napoli e membro dell'Accademia ecclesiastica fondata dal card. Savelli; ma delle sue lettere per lo più ascetiche e dei suoi componimenti ascetici e letterari, in prosa e in versi, italiani e latini (dei quali vedi la descrizione nell'opera del Boffito) nulla diede alle stampe se non alcune orazioni-giaculatorie per i tempi di calamità. Fu beatificato da Leone XIII il 22 genn. 1893; Pio XI il 12 luglio 1932 firmò il decreto di riassunzione della sua causa di canonizzazione.

BIBL.: A. M. Baravelli, Vita del b. fr. S. M. B., 2ª ed., Roma 1893; F. T. Moltedo, Vita del b. fr. S. M. B., Firenze 1893; G. Boffito, Scrittori barnabiti, I, ivi 1933, pp. 212-217. Virgilio M. Colciano