BICHI, VINCENZO. - Cardinale, n. a Siena nel 1668 m. a Roma nel 1750. Nel 1703 fu inviato nunzio in Svizzera e di là nel 1769 in Portogallo. Dapprima non fu in grazia della corte, ma in seguito seppe guadagnarsi talmente l'animo del re Giovanni V che, quando il B. fu richiamato a Roma, il re in principio si oppose, poi chiese per lui il cappello cardinalizio (1720). Era infatti costume che i nunzi uscenti dalle corti di Vienna, Parigi e Madrid, venissero nominati cardinali, e Giovanni V voleva stabilire questa usanza anche per il Portogallo. Avuto un rifiuto dal Papa, B. riuscì di venire a Roma e il re non volle ricevere il nuovo nunzio mons. Firrao. La disobbedienza del B. provocò l'ira del Sacro Collegio e le conseguenti rappresaglie del re, che, più volte minacciate, furono poste in atto nell'estate del 1728, con l'ordine per tutti i Portoghesi di lasciare Roma e di rompere ogni rapporto con la S. Sede e a Lisbona fu chiusa la nunziatura. Poiché la cosa si protraeva con grave danno della religione, Clemente XII acconsentì finalmente a nominare il B. cardinale purché si giustificasse della disobbedienza, come questi fece a Firenze (1731). Giovanni V ritirò allora i suoi decreti di rappresaglia.
BICHI, VINCENZO
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