BIEDA. - Antica città vescovile del Lazio, in provincia di Viterbo, sorta su un ripiano tuface alla confluenza del torrente Biedano e del Rio Canale; è attraversata dalla via Clodia e non dista molto dalla Cassia. I Romani la chiamavano Blera o Bleva e sotto di loro mantenne la floridezza acquistata nel periodo della sua civiltà etrusca, come la scoperta della necropoli, delle iscrizioni e di altri resti monumentali, è venuta a testimoniare. La sua decadenza dovette avvenire nel primo medioevo, causata, senza dubbio, dalle vicine città meglio accessibili per la loro posizione topografica. Nella prima metà del sec. VIII B. era proprietà della S. Sede; fu occupata nel 739 dai Longobardi, ma ben presto restituita dal re Liutprando a papa Zaccaria; nel 772 Desiderio la conquistò nuovamente, finché, due anni dopo, di-
strutto il regno longobardo in Italia, venne definitivamente a far parte del Patrimonio di S. Pietro.
L'origine del cristianesimo in B. è legata al nome di s. Senzio, la cui Vita (BHL 7581-82b), scritta tra il VII e VIII sec., da monaci, probabilmente dell'arcipelago toscano, lo addita come monaco evangelizzatore di B., morto sul finire del sec. v, dopo aver vinto la resistenza pagana di quei cittadini. Il suo nome si legge nel Martyrologium Hieronymianum al 25 maggio, e il De Rossi sospetta che s. Senzio sia anticiore alla metà del v sec. Il Lanzoni, a sua volta, lo ritiene un martire delle persecuzioni, che solo durante il periodo aureo del monachismo in Toscana venne celebrato dall'anonimo autore della Vita come monaco del v sec.
L'origine del cristianesimo in B. dipende così cronologicamente dal tempo in cui sarebbe vissuto s. Senzio che si può ritenere come l'evangelizzatore del territorio biedano. Il primo vescovo di B. a noi noto è Massimino che compare tra i sottoscrittori dei sinodi romani dal 487 al 502. B. fu patria di papa Sabiniano (Lib. Pontif., ed. L. Duchesne, I, p. 315); s. Gregorio Magno ricorda (Reg., IX; Ep. 96 in MGH, Epist., II, p. 106) nel suo territorio un'abbazia di cui però non rimane alcuna traccia; mentre ben presto dovette sorgere in B. una chiesa in onore di s. Senzio che Leone IV nel sec. IX fece decorare (Lib. Pontif., ed. cit. II, p. 125). Nel 1093 il vescovo Riccardo porta ancora il titolo di B. ma ha già unito quello di Tuscanìa (v.). Nel 1192 Celestino III, erigendo il vescovato di Viterbo, vi annesse anche le antiche diocesi di Tuscanìa, Civitavecchia e B., ordinando che il titolare della nuova diocesi portasse l'appellativo di vescovo di Viterbo e Tuscanìa.