BIFFI, EUGENIO. - Dell'istituto delle Missioni estere di Milano, vescovo di Cartagena (Colombia). N. a Milano il 22 dic. 1829, nel 1848 seminarista, prese parte attiva alle Cinque Giornate. Nel 1853 entrò nell'istituto delle Missioni estere e fu inviato (1856), in seguito a richiesta di Pio IX, nella diocesi di Cartagena d'America, che si trovava in un grave stato di decadenza materiale e soprattutto morale. Le scuole di catechismo e di lavoro, le missioni al popolo, le visite ai carcerati, l'assistenza agli ammalati, vi fecero rifiorire la vita cristiana. In seguito ai torbidi politici scoppiati nella repubblica, il B., nel 1862, venne esiliato, per aver difeso i diritti del vescovo. Si rifugiò nella Giamaica e poi nell'Yucatán, dove evangelizzò l'Indi Maya; nel 1866 fu intermediario di pace tra questi e il governatore inglese. In questo stesso anno venne richiamato a Milano, donde partì il 9 dic. 1867, quale prefetto apostolico della nuova missione della Birmania orientale. Visitò la vasta missione parecchie volte, fondò scuole e opere di carità, costruì chiese e residenze, introdusse l'arte fotografica, la gallano-plastica, la coltivazione del caffè, del gelso e della china e impiantò la prima litografia e tipografia. Nel 1882, per unanime richiesta del popolo, del clero e delle autorità colombiane, venne eletto vescovo di Cartagena. La diocesi, dove imperavano la massoneria e l'immoralità, ridotta senza clero, era un «morto da risuscitare», come si espresse l'arcivescovo di Bogotá. Il B. si mise al lavoro come nel 1856. Nonostante le continue turbolenze politiche, riaprì il seminario e molte chiese abbandonate, fondò collegi e opere di carità, moltiplicò le visite pastorali, difese la libertà della Chiesa, chiamò nella diocesi religiosi e suore, facendo rivivere la disciplina ecclesiastica. Per il suo apostolato nella Birmania e in Colombia fu detto «apostolo di due continenti». Morì a Barranquilla l'8 nov. 1896.
BIFFI, EUGENIO
BIBL.: P. A. Brioschi, Un apostolo di due continenti, Vita di Mons. E. B., 2a ed., Milano 1920.