BISENZIO. - Antica sede vescovile del Lazio sulla riva occidentale del lago di Bolsena. Un'iscrizione del 254 ricorda il "Senatus populusque Visentinus" (CIL, XI, 2014). Nel passo dei Dialoghi di S. Gregorio (III, 17), che ricorda un "Quad
ragesi-
mus baxentinae» o «buxentinae ecclesiae subdiaconus», L. Duchesne ha visto la prima menzione della diocesi di B., contro l'opinione di coloro che lo riferivano a Busento nella Lucania. Dicendosi nel passo suddetto che Quadragesimo soleva pascere il suo gregge «in Aureliae partibus» era giusto ricercare la «ecclesia baxentina» o «buxentina» nella Tuscia, come fece F. Ughelli che però lesse «Bulcentinae» o «Bolciensis ecclesiae», per la vicinanza di Vulci con la via Aurelia. L'espressione «in Aureliae partibus» va interpretata con larghezza; così anche B., non lontano da Valentano e dalle rovine di Castro, può esser ritenuta «in Aureliae partibus». Durante l'invasione longobarda il vescovo di B. si sarebbe sfiorito a Castro (v.) conservando il nome ufficiale che ricompare nel 743 di «Bisuntianus episcopus».
