BLANDA JULIA. - Antica città della Magna Grecia, al confine tirrenico della Calabria con la Lucania. Fu oppidum romano, ricordato da Livio e da Plinio, che discordano nella sua ubicazione.
Il Mommsen e il Lanzoni l'hanno identificata con il porto di Sapri, mentre il Nocito, seguendo il Barrio, ne ha visto l'erede in Belvedere Marittimo. Ma le recenti scoperte archeologiche la pongono nella Calabria nord-occidentale, tra Praia a Mare ed Aieta, alle pendici occidentali del M. Ciavola, dove sono state ritrovate iscrizioni latine del basso impero. Nei monumenti cristiani B. ricorre tre volte. In un'iscrizione della prima metà
del sec. VI è ricordato il suo vescovo Julianus. Poiché non è detto che quel Julianus sia il primo vescovo di B., si può anche dedurre che la diocesi sia della fine del sec. III o del principio del sec. IV.
Nel 592 la Chiesa di B. era senza pastore e s. Gregorio Magno ne affidò la cura a Felice, vescovo di Agropoli. Nel Sinodo lateranense del 649 firma anche un Paschalus episcopus S. Ecclesiae Blandanae. Dopo quell'anno se ne perdono le tracce.
B. fu distrutta alla fine del sec. VII da incursioni Longobarde o forse - con più probabilità - dai Saraceni. Gli abitanti abbandonarono la costa e si ritirarono
sulla montagna, dandovi origine a Tortora e ad Aieta.