BLAMPIN, Thomas. - Benedettino di S. Mauro, professore di filosofia e teologia, n. a Noyon nel 1640, m. a St-Benoît-sur-Loire il 13 febbr. 1710. Curò con altri Maurini l'edizione delle opere di s. Agostino, suscitando aspre polemiche: l'Ordine venne accusato di favorire il giansenismo. Il S. Uffizio condannò quei libelli anonimi e Clemente XI elogiò l'Ordine e l'opera svolta nel ristabilire i testi. L'edizione del B. è ancora oggi la migliore delle opere complete.
Bla

nda Julia. - Antica città della Magna Grecia, al confine tirrenico della Calabria con la Lucania. Fu *oppidum* romano, ricordato da Livio e da Plinio, che discordano nella sua ubicazione.
Il Mommsen e il Lanzoni l'hanno identificata con il porto di Sapri, mentre il Nocito, seguendo il Barrio, ne ha visto l'erede in Belvedere Marittimo. Ma le recenti scoperte archeologiche la pongono nella Calabria nordoccidentale, tra Pavia a Mare ed Aieta, alle pendici occidentali del M. Ciavola, dove sono state ritrovate iscrizioni latine del basso impero. Nei monumenti cristiani B. ricorre tre volte. In un'iscrizione della prima metà del sec. VI è ricordato il suo vescovo *Julianus*. Poiché non è detto che quel *Julianus* sia il primo vescovo di B., si può anche dedurre che la diocesi sia della fine del sec. III o del principio del sec. IV.
Nel 592 la Chiesa di B. era senza pastore e s. Gregorio Magno ne affidò la cura a Felice, vescovo di Agropoli. Nel Sinodo lateranense del 649 firma anche un *Paschalis episcopus S. Ecclesiae Blandanae*. Dopo quell'anno se ne perdono le tracce.
B. fu distrutta alla fine del sec. VII da incursioni Longobarde o forse - con più probabilità - dai Saraceni. Gli abitanti abbandonarono la costa e si ritirarono a Tortora e ad Aieta.
Francesco Russo
Blandina, santa, martire: V. LEONE, MARTIRI di.
Blando, Jean. - Sulpiziano francese, discepolo immediato dell'Olier, n. a Bayeux nel 1617 e m. a Parigi nel 1657.
Era rimasto, per umiltà, suddìcano. È conosciuto per un trattato postumo, assai pio, *L'Enfance chrétienne*, qui est une participation de l'esprit et de la grâce du divin Évant *Fébus* (Parigi 1665), spesso ristampato. È stato tradotto recentemente in italiano: *L'infanzia spirituale* (Milano 1940), con una notizia biografica.
Blaess, Friedrich. - Filologo classico e neotestamentario, n. a Osnabrück il 22 genn. 1843, m. a Halle il 5 marzo 1907. Libero docente di filologia classica a Königsberg nel 1874, ne fu professore ordinario a Kiel dal 1876 e a Halle dal 1892. Ellenista dottissimo, illustrò l'oratoria ellenistica da Alessandro ad Augusto (Berlino 1865), indi l'oratoria attica (3 voll., Lipsia 1868-80; 2a ed. 1887-98). Pubblicò nella col
lezione Teubner (Lipsia) il testo critico di molti oratori attici e di altri classici greci. Critico acuto, ma talora avventuroso, le sue ricostruzioni testuali sono spesso arbitrarie. Espose i suoi principi in Hermeneutik und Kritik, Paläographie, Buchwesen und Handschriftenkunde (Handbuch der klassischen Altertumswissenschaft, i. M. Müller, I, Monaco 1886, 2a ed. 1892). Riuscita prima parte (fonetica e morfologia) della grammatica di R. Kühner (3a ed. 1890-92).
Dedicatosi all'illustrazione filologica-critica del Nuovo Testamento diede una soluzione originale, ma caduca, al problema testuale degli scritti di Luca, che disse editi in doppia redazione autentica.
Vide la prima redazione degli Atti nel testo occidentale ("forma romana"), e, nel testo canonico invalso, una rielaborazione, più concisa ed elegante, fatta da Luca dopo il suo ritorno in Oriente (Acta Apostolorum sive Luce ad Theophilum liber alter: Editio philologica apparatu critico, commentario perpetuo, indice verborum illustrata, Gottinga 1895; Acta Apost. secundum formam, quae videtur, romanam, Lipsia 1896). Nel 3a Vangelo (Evangelium sec. Lucam sive Luce ad Theophilum liber prior secundum editionem, quae videtur, romanam, ivi 1897), invece, il testo occidentale sarebbe una rielaborazione che Luca fece a Roma. L'ipotesi di B. sugli scritti lucani è stata adottata, in tutto o in parte, da J. Dräsecke, O. Zöckler, E. Nestle, J. Belser, J. Haussleiter, E. Grafe, Th. Zahn, H. Vogels, V. WEBER, MAX, F. C. Conybeare, G. Salmon, D. Plooij; ma dalla maggior parte dei critici fu ed è rigettata.
Nella questione sinottica, B. sostiene la "mutua dipendenza" Marco-Luca-Matteo (Die Entstehung und der Charakter unserer Evangelien, Lipsia 1907). Architetto anche una teoria sul ritmo della prosa letteraria (Die Rhythmem der attischen Kunstprosa, ivi 1901; Die Rhythmem der asianischen und römischen Kunstprosa, ivi 1905), sulla cui base illustrò il testo di Hebr. (Barnabas, Brief an die Hebräer, Halle 1903) e vari passi di epistole paoline. Pubblicò un'edizione critica del I e del IV Vangelo greco (Evang. sec. Ioannem cum variae lectionis delect., Lipsia 1901; Ev. sec. Matthaeum..., ivi 1902). La sua grammatica del greco del Nuovo Testamento (Gottinga 1896, 2a ed. 1902) fu ampliata da A. Debrunner (ivi 1921; 6a ed. 1931, 7a ed. 1943). Protestante "conservatore", combatté la tendenza "liberale" o razionalista (Die Heilige Schrift und die Evangelische Kirche, Berlino 1900, 2a ed. 1902).