CAENA CYPRIANI

CAENA CYPRIANI. - Operetta destinata ad allietare i conviti, dovuta, secondo il Brewer, a Cipriano, poeta di Gallia. Vi si immagina che durante un banchetto a Cana, cui partecipano i personaggi della S. Scrittura, il presidente della festa, Iole, ordini un'inchiesta, essendo stata sottratta della mobilia da uno dei commensali.

L'idea di rappresentare come banchettanti le figure bibliche si trova in Zenone di Verona (l. II, tract. 38), ma non è possibile precisare se egli dipende dalla C. C. o viceversa. Le citazioni degli Atti apocrifi di s. Paolo non danno un indizio per fissare la data dell'opera. La quale, letta in Francia in occasione dell'incoronazione di Carlo il Calvo (875) e a Roma nella redazione di Rabano Mauro, fu in seguito ridotta in versi da Giovanni Diacono ed ebbe grande diffusione nel medioevo.

BIBL.: Edizioni: PL 4925; K. Streker, MGH, Poet. lat. med. aevi, IV, II, p. 872, sotto il testo di Giovanni Diacono; A. Harnack, Drei wenig beachtete Cyprianische Schriften (Texte und Untersuchungen, 19, 3 b), Lipsia 1899; H. Brewer, Über den Heptateuchdichter Cyprian und die C. C., in Zeitschrift für kathol. Theologie, 28 (1904), p. 98; A. Lapêtre, La «C. C.» et ses énigmes, in Recherches de science relié, 3 (1912), p. 497. Per il genere letterario, v.: P. Lehmann, Die Parodie im Mittelalter, Monaco 1922, p. 25 sg.; E. R. Curtius, Europäische Literatur und lateinisches Mittelalter, Berna 1948, p. 473.

Erik Peterson

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“CAENA CYPRIANI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 184. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/caena-cypriani.